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Tra la distrazione e la mancata sicurezza, quali sono rimedi ai disastri ambientali?

Tra la distrazione e la mancata sicurezza, quali sono rimedi ai disastri ambientali?I disastri petroliferi sono i disastri ambientali peggiori per la flora e la fauna marina. La protezione ambientale e l’ente forestale hanno appoggiato parte delle nostre coste aiutando quei poveri animali acquatici rimasti coinvolti in tali disastri. Il Mediterraneo come tanti altri mari salvaguardia tutte le specie in via d’estinzione. E oggi sono davvero tante!

Il petrolio penetra attraverso le piume riducendone la capacità di volo e dunque sono costretti a rimanere nella pozza nera. Questo determina l’incapacità di procurarsi il cibo e di sfuggire ad eventuali predatori. Tutti noi sappiamo cosa fanno gli uccelli quando sentono nelle loro piume dello sporco: tendono a pulirsi con il becco, e questo non provoca altro che danni maggiori; il petrolio entra sempre più all’interno del corpo; l’apparato digerente non è di certo contento ma neanche il fegato e i reni.

Gli animali acquatici, come ho studiato in quanto appassionato di pesca, non sono molto resistenti alle torture ambientali, Tendono a comunicare con gli altri in caso di emergenza e tale comunicazione deve essere avvertita in maniera tale da prestare subito aiuto.

E’ come un gruppo di persone che si aiutano tra di loro per sfuggire al nemico.Anche loro agiscono allo stesso modo.

Uno degli ultimi disastri ambientali riguarda la fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma Gannet Alfa, vicino alla Scozia. Il petrolio rigettato in mare equivale a cifre impensabili, circa 220 tonnellate. Da non credere! Anche se è tanto  il greggio recuperato dall’acqua i danni non si possono rimediare. E’ stato dichiarato che quella di Aberdeen è la fuoriuscita di petrolio più grave nel Mare del Nord!

Preveniamo tali situazioni, proteggiamo chi, come il nostro mare può offrirci delle bellezze naturali uniche. Il mare è l’habitat di tutte queste povere creature che muoiono per colpa della mano dell’uomo!

Giovanni Scanu

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