Scienze e Tecnologia

Università di Cagliari: il cotone diventa un polimero conduttivo. Wearable Technology grazie allo studio di Giorgio Mattana

Università di Cagliari: il cotone diventa un polimero conduttivo. Wearable Tecnology grazie allo studio di Giorgio MattanaCagliari, un gruppo di ricercatori fa una ricerca di immenso valore e lo leggiamo nel sito dell’Ateneo. “In questo studio internazionale finanziato dal Cnr” – ha tenuto a sottolineare la prof.ssa Annalisa Bonfiglio – “la rilevanza del contributo dell’Università di Cagliari è decisamente forte. Anziché con fili o nanoparticelle di metallo, per la prima volta le ricerche hanno portato all’accoppiamento delle fibre di cotone con un polimero conduttivo, senza peraltro modificare la morbidezza del tessuto”.  Un merito ed un particolare valore a avuto il contributo del  Giorgio Mattana, primo tra gli autori del team di fisici, ingegneri ed esperti di scienze dei materiali guidati dal professor Juan Paulo Hinestroza. Gli altri firmatari della ricerca pubblicata su “Organic Electronics” sono proprio Annalisa Bonfiglio insieme a Piero Cosseddu per l’Ateneo di Cagliari (Dipartimento di ingegneria elettrica e elettronica), Beatrice Fraboni dell’Università di Bologna e George Malliaras dell’Ecole Nationale Supérieure des Mines di Saint-Étienne (Francia). Uno studio internazionale, che collega  Cagliari a Neuchatel, in Svizzera, attraverso gli Stati Uniti, una via resa possibile grazie al “cervello in fuga” del dottor Mattana, 31 anni, di Oristano – che dopo il dottorato in Ingegneria organica a Cagliari, nello scorso marzo, ha già ottenuto un lavoro da ricercatore all’École Polytechnique di Losanna. Da due mesi lavora a Neuchâtel, nel Laboratorio di sensori e microsistemi così, Mattana dichiara: “Non dimentico l’enorme debito di riconoscenza che ho nei confronti della mia terra, e dell’Università da cui provengo,ma l’Italia non è il Paese ideale per chi vuole fare ricerca. I nostri atenei sono ancora in grado di fornire un’ottima preparazione, però in generale i politici non considerano università e ricerca come priorità o investimenti per il progresso, ma semplicemente delle spese da tagliare, come dimostra l’ultima riforma”. A differenza della Svizzera, che lo ha accolto offrendogli un’opportunità altamente qualificata: “Un Paese che investe il 3% del PIL nella ricerca scientifica e offre una remunerazione proporzionata alla professionalità”.I cervelli in fuga però talvolta sono degli ottimi trade d’union tra la terra natale e il luogo di lavoro

Per giovani di talento e così specializzati cercare impiego all’estero, dunque emigrare, è troppo spesso una soluzione obbligata. Per il dottor Mattana le porte dei laboratori svizzeri si sono subito spalancate e questo grazie all’esperienza maturata con il gruppo di Dispositivi Elettronici Avanzati (DeaLab) grazie all’esperienza della professoressa Bonfiglio,un anno in America, alla prestigiosa Cornell University di Ithaca, dove ha condotto lo studio per la realizzazione di un transistor con fibre di cotone. Un successo, ora ripreso da varie pubblicazioni, che apre la strada all’integrazione dell’elettronica con l’abbigliamento per future applicazioni in campo biomedico e per soluzioni rivoluzionarie e complesse nella wearable technology.


Tag

Related Articles

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close