
Con un libro nero disponibile nelle librerie, l’Arma dei Carabinieri ha dimostrato che gli scavi illegali connessi al furto di reperti antichi e di opere d’arte in Italia è ancora in pieno svolgimento. Non tutte le zone archeologiche possono essere sorvegliate ventiquattr’ore al giorno. I lavoratori notturni sono i cosiddetti tombaroli, come uno chiama quei ladri d’arte che saccheggiano le antiche tombe, di cui ce ne sono ancora molti in Italia. Dalle spiagge di mezz’Italia ai campi arati attorno le antiche necropoli. I tombaroli del terzo millennio non si fermano davanti a nulla. Metal detector in mano e cuffie in testa, i goldbuster sono alla continua ricerca di tesori perduti ora anche in mare.
Il lavoro di «tombarolo» viene trasferito da padre a figlio. Un lavoro redditizio, perché in Italia sono molti ancora i tesori artistici sotterrati nel terreno ed in mare di cui il mercato dell’arte internazionale è vorace. Le procedure dei tombaroli sono sempre le stesse da secoli, da quando cioè alcuni uomini hanno cominciato a profanare le tombe ricche di oro dei faraoni egiziani.
Statue, vasi, affreschi commercializzati illegalmente e acquistati non solo da rispettabilissimi musei, ma anche da grandi collezionisti privati. Troppo spesso le opere trafugate non vengono ritrovate e collocate nel loro legittimo posto.
Scavi e ladri di oggetti ed oper d’arte hanno facile gioco in Italia. Non solo a causa dei molti tesori presenti facili ad essere ritrovati, ma anche grazie a una legislazione assurda.
Gli accordi raggiunti nel recente passato con i musei svizzeri e americani per restituire le opere rubate sono risultati positivi, ma in Italia i criminali dediti ai furti di reperti archeologici e di opere d’arte ne escono sempre ancora impuniti. Se rubi una mela in un supermercato, si rischia una pena detentiva, ma chi ruba un vaso prezioso degli antichi greci e lo vende resta impunito. Tra i circa 70.000 detenuti italiani, secondo l’inchiesta dei Carabinieri, non si riesce a trovare anche un solo ladro di opere d’arte. Per questi criminali sono previste solo ammende di importi addirittura ridicoli.
Nell’ultimo anno, circa sono state rubate 5.300 opere d’arte tra pezzi di antichità, rinascimentali e barocchi, sculture, dipinti, vasi ecc soprattutto di alto valore per musei, collezioni private. Gli scavi illegali sono il nostro problema più grande.
Solo in Toscana e nel Lazio settentrionale, dove vissero gli Etruschi, ci sono ancora innumerevoli necropoli. Gli archeologi non hanno i fondi necessari per effettuare nuovi scavi sistematici. Solo i tombaroli hanno sufficienti risorse finanziarie grazie ai loro clienti benestanti che finanziano i criminali per la ricerca per settimane di tombe riccamente accessoriate ancora da scoprire.
Bisogna intervenire rapidamente dal punto di vista legislativo per fermare chi trafuga reperti archeologici. Al neo superministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi rivolgiamo il nostro appello. E’ indecoroso che non ci sia un tombarolo che non sconti un giorno di carcere. L’Italia è il maggior fornitore mondiale per il traffico illecito di opere d’arte.
Giovanni D’AGATA