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Trovata una grotta preistorica a Monte Sant’Angelo sul Gargano. I reperti risalirebbero a circa 12mila anni fa

Una grotta con numerosi reperti appartenenti a diverse epoche preistoriche e storiche è stata scoperta l’estate scorsa nelle montagne di Monte Sant’Angelo e resa nota ieri dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia. Una scoperta fatta per caso ma di estrema importanza per l’archeologia della Puglia e del Gargano.

Quaranta i reperti trovati all’interno della grotta: frammenti fossili di ossa di animali, delle corna di cervo, forse appartenenti all’età neolitica. Tra tutti, di notevole importanza, spicca un’antefissa,  un elemento decorativo a forma di testa di dea che adornava i tetti dei templi greci, ma anche etruschi e romani. La grotta  dovrebbe risalire a circa 12mila anni fa e gli appositi studi dovranno stabilire se si tratti di una grotta utilizzata come abitazione o  luogo di culto. Il sito è stato battezat0 come  “Grotta della Vaira“, dal nome del suo scopritore, Franco Vaira, di Monte Sant’Angelo, che ha stava effettuando un’escursione proprio nell’entroterra della cittadina garganica.

La scoperta è stata resa nota ieri dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia. Così il Diario Montanaro riporta l’intervento del dr. Cosimo Chiumento Comandante del CTA-Corpo Forestale “Il sito è di notevole rilievo per la comunità garganica. Crediamo di aver individuato – con la visione della Soprintendenza – degli oggetti catalogabili in diverse epoche temporali, dall’età del Bronzo e della Pietra alla fase neolitica. Abbiamo deciso di preservare questi oggetti, avendo avuto indizi che la zona fosse stata già attraversata da terzi”. I reperti: “La grotta ha una estrema vocazione votiva e religiosa. Sono state trovate delle nicchie all’interno delle quali sono stati rinvenuti degli oggetti come antefisse, immagini di volti sacri, oltre ad un rilievo sulla roccia della grotta raffigurante una figura predominante dell’epoca con corona e oggettistica varia. Il valore non è di certo stimabile, spetterà ai responsabili della Soprintendenza stabilirlo dopo le relative analisi”.

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