
Il manico di scopa con cui e’ stato colpito, e’ stato trovato, ma del coltello con cui e’ stato torturato, non c’e’ traccia. Manzuoli e’ stato aggredito nella roulotte in cui viveva e costretto da piu’ persone ad aprire il capannone, di cui aveva le chiavi. Resta sempre in piedi la pista della rapina trasformatasi in omicidio, ma da ambienti investigativi si fa notare che nella ditta non c’era niente da rubare, a parte la carta della tipografia, e anche i due computer spariti sarebbero forse opera di depistaggio dei killer.
Si fa strada quindi l’ipotesi del delitto passionale, o di un regolamento di conti legato a debiti di gioco dell’uomo. Manzuoli aveva una figlia 14enne da una precedente relazione e ospitata in una casa famiglia; l’uomo aveva una nuova compagna da circa un mese. Gli inquirenti stanno scavando nel passato della vittima alla ricerca di possibili indizi.