
Abolita in Italia l’ennesima norma discriminante, finalmente anche i migranti, se regolari, possono avere la possibilità di svolgere il servizio civile, anche a loro va esteso ”il dovere di difesa della Patria quale dovere di solidarieta’ politica, economica e sociale”. Lo scrive il giudice del Tribunale del lavoro di Milano accogliendo il ricorso di uno studente pakistano in Italia da 15 anni che chiedeva che fosse dichiarata discriminatoria la norma che non permette agli immigrati senza cittadinanza italiana di svolgere servizio civile. Battaglia vinta per Syed, 26enne pakistano, che ha denunciato per discriminazione il Governo italiano perché nel bando del 20 settembre 2011 per il servizio civile, chiedeva come requisito quello della cittadinanza italiana.