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Costa Concordia: la richiesta inevasa degli elicotteri

Katia KeyvanianL’inchino non è una invenzione di Francesco Schettino, bensì una iniziativa pubblicitaria delle compagnie da Crociera, inchini ve ne sono ovunque da “Capri, a Sorrento, in tutto il mondo”, a sostenerlo è proprio l’ex Comandante Schettino, che, così ha dichiarato al giudice:  “pianificava la Compagnia, ad agosto per le feste patronali” un trovata pubblicitaria per aumentare le ipotetiche vendite. Schettino : “Prima di dare l’emergenza dobbiamo essere sicuri, perché non voglio rimanere con i passeggeri in acqua, né creare panico che la gente mi muore per nulla” inoltre rivela “Il sistema di registro dei dati era rotto”.Svela Schettino:«Le operazioni sono avvenute dopo che io ho avuto le informazioni che la nave non avesse più ossequiato la caratteristica nautica che è la galleggiabilità. Perché non è che io posso avere un blackout e dico andiamocene tutti. Dove li mando questi qua? Un comandante deve stabilire i tempi. Perché se c’è un comandante che mette tutti i passeggeri in mare e la nave poi rimane a galla che facciamo?».


In tribunale a Schettino contestano che qualche membro dell’equipaggio lo avesse informato che “i sei generatori erano allagati”. Schettino risponde di aver chiesto “di vedere sul piano di ordinate quanto è questo benedetto squarcio”, poi dichiara !Ho dato l’allarme di emergenza quando ero convinto di non dovere più tornare indietro e che lo dovevo dare per forza. Perché questa è la verità”. Ad un certo punto evidentemente la situazione sfugge di mano, i passeggeri si organizzano da loro, di questo vi è scritto anche in alcune testimonianze che abbiamo raccolto nei giorni seguenti al naufragio.  Intanto il Corriere della Sera riporta un punto importante, una spiegazione che pare necessaria anche se probabilmente mette indubbio alcuni degli aspetti analizzati fino ad ora, ovvero, esiste una telefonata fra Costa Crociere (Ferrarini) e De Falco, inoltre  Costa era consapevole della gravità della situazione e della necessità di evacuare la nave. Però l’ordine non arrivò.  «Nel primo colloquio mi disse che da me non se lo aspettava… Ci siamo sentiti più volte e anche quando stavo sullo scoglio l’ho richiamato. Dico: “Guarda, vedi così e così, mandami gli elicotteri”.


“Ma quante persone hai?”. Gli ho detto: “Guarda, c’ho circa 100, 150 persone, ora non ti so quantificare, mi servono gli elicotteri. Poi gli ho anche detto del comandante della Capitaneria. Ho detto: “Guarda, digli che io non è che non ci voglio tornare sulla nave perché a questo signore credo che non sono stato chiaro a spiegargli la situazione. Chiamalo tu per favore e diglielo che non è che mi sto rifiutando di eseguire un ordine della Capitaneria, che non voglio salire sulla nave”. Ha detto: “Ok Francesco, non ti preoccupare, lo chiamo io”».  (Corriere della Sera)  Intanto pare ci siano stati anche dei guasti nel sistema di navigazione, probabilmente dovuti al black out.

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