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E’ arrivata la nuova tassa per i migranti. Nuovo bollo etnico! Aumento smisurato sulle certificazioni di soggiorno

E' arrivata la nuova tassa per i migranti. Nuovo bollo etnico! Aumento smisurato sulle certificazioni di soggiornoNegli ultimi sei mesi si è parlato di nuove norme per i pensionamenti, regole rigidissime per i conti correnti bancari, impossibilità di transazioni in cartamoneta liquida oltre un certo tetto, ma quasi nessuno ha posto l’accento su un altra ingiustizia, quella che nel 2012 subiranno i migranti. L’ennesima.Non bastano i Cara, non servono i respingimenti, non sono stati sufficienti le restrizioni nei luoghi non luogo dal bizzarro nome CIE, ora a buona parte dei lavoratori attivi dell’Italia della crisi è costretta a pagare l’ennesimo dazio.

La norma era già prevista nel pacchetto sicurezza varato nel 2009, ma è diventata effettiva solo dal 6 ottobre 2011 in un decreto firmato da Gulio Tremonti e Roberto Maroni, è una sorta di bollo esclusivo per i migranti ovvero per chi ha il permesso di soggiorno sul suolo italiano. L’importo, da versare ogni volta che il documento viene rilasciato o rinnovato, varia a secondo della durata del permesso e va dagli 80 euro per le richieste che vanno da tre mesi a un anno, ai 100 euro per i certificati tra uno e due anni, ai 200 euro per quelli che superano i due anni. Il contributo si aggiunge agli attuali 27,50 euro e non riguarda i permessi dei minori, di chi viene in Italia per cure mediche e di chi chiede asilo, così come non si applica all’aggiornamento o alle proroghe per i permessi ancora validi. Perchè tutto questo? Vi siete mai chiesti chi paga per i famosi respingimenti ed accompagnamenti coatti alla frontiera? Avete mai provato ad immaginare quanto costi allo Stato mantenere quelli “alberghi di lusso” come i Cara ed i Cie? Bhè la somma è ingente ed allora “giustamente” la pagano i migranti, anche quelli che non commettono nemmeno il “reato ” di entrare in modo clandestino in questo Bel Paese. E’ stabilito infatti che le nuove entrate andranno a finanziare il “Fondo rimpatri”, gli sportelli unici, le iniziative per l’integrazione e copriranno le spese sostenute dal Viminale per spese di ordine pubblico e sicurezza. Come se fosse un pregio, la norma sottolinea  che il nuovo dazio non riguarda i permessi dei minori e nemmeno i cosidetti migranti sanitari ovvero gli stranieri che entrano in Italia per sottoporsi a cure mediche e i loro accompagnatori, così come chi chiede un permesso per asilo, richiesta d’asilo, protezione sussidiaria o motivi umanitari. Il contributo non tocca neanche a chi chiede solo di aggiornare o convertire un permesso di soggiorno già valido. Insomma una nuova ennesima tassa per schedare i migranti di serie A e di serie B.

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