Economia

Liberalizzazioni: sì o no?

E’ prevista per le 18 e 30 la conferenza stampa con cui il presidente del Consiglio, Mario Monti presenterà la nuova manovra discussa in queste ore in cdm, che riguarda le liberalizzazioni per farmacie, benzinai, professioni, banche, assicurazioni e tassisti.

Nel frattempo, mentre il consiglio dei ministri è riunito, si scatenano le proteste delle categorie, pronte a scioperare a oltranza se il governo non ritirerà il provvedimento. L’esecutivo si è però dimostrato deciso ad andare avanti nonostate i dubbi e le perplessità vengano anche dai partiti e perfino da alcuni membri del governo.


L’obiettivo è quello di riuscire a portare maggiore concorrenza nei settori. Secondo le ultime indiscrezioni, la bozza prevede l’annullamento di ogni impedimento per la formazione di nuove imprese. Si abrogheranno: «le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti d’assenso della P.a per l’avvio di un’attività economica».

Positivo è il commento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ha dichiarato all’Adkronos: «è un provvedimento corposo e incisivo, come mi è stato illustrato ampiamente ieri, che inciderà sulle liberalizzazioni e sulle infrastrutture».

Una critica, come dicevamo è arrivata dai partiti, ed è proprio il segretario del pd, Pierluigi Bersani che invita il consiglio dei ministri a essere più incisivo: «Abbiamo visto seppure sommariamente le norme sulle liberalizzazioni,tema a noi carissimo. Ci sarà consentito tuttavia dire che su diverse materie si può fare di più e meglio e con maggiore immediatezza».

Mentre il partito democratico critica, dunque alcune indecisioni, il pdl con il vice presidente dei deputati, Osvaldo Napoli è critico sull’intera operazione e minaccia di ritirare l’appoggio del suo partito al governo: «Un processo solo abbozzato sarebbe soltanto fonte di conflittualità sociale. Se i grandi sistemi conservano intatta la loro posizione dominante diventa difficile per il Pdl sostenere l’azione del Governo. E’ difficile per il governo spiegare la sua esistenza. Voglio credere che non sarà così».



Per quanto riguarda le categorie, notizia dell’ultima ora è la decisione da parte degli avvocati di aderire allo sciopero del primo marzo, a fianco di tutti i professionisti. Lo rivela in una nota, il presidente della cassa forense, Alberto Bagnoli. «Oltre alle proteste, stiamo lavorando anche alle proposte. Presenteremo al Parlamento norme per modificare gli interventi impropri sulle casse previdenziali private e sulle liberalizzazioni selvagge».

La categoria maggiormente in sciopero è quella dei tassisti che con il leader di uritaxi, Loreno Bittarelli, commenta: «Abbiamo già concesso molto al Governo, più di quanto la categoria potesse permettersi. Pertanto il ritiro delle norme relative a competenza dell’Autorità per le reti sulle licenze taxi, cumulo delle licenze ed extraterritorialità è per noi dirimente, imprescindibile: sarebbero inspiegabili alla categoria».

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