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Lo strano caso di Salvatore Crisafulli, invalido allettato a cui l’Inps toglie la pensione

Le pensioni a volte sono ingiuste, l’Inps in genere chiama a “revisione” una volta all’anno Era già accaduto nel 2009 e nel 2010 ed è stato scandalo ma ora torna alla ribalta il caso ingiusto di Salvatore Crisafulli, 46 anni, costretto a letto dal 2001 a causa di un incidente stradale che lo ha ridotto allo stato vegetale.Di Crisafulli si può leggere molto online, infatti i cronisti locali lo hanno da sempre chiamato l’antiwelby perchè sia Crisafulli che la famiglia combattono quella a favore degli aiuti e dell’assistenza a persone che come Salvatore sono ridotte in uno stato vegetale. Questa volta però di Crisafulli si parla per altri motivi, il fratello Pietro lancia un’allarme contro Inps di catania, infatti a quanto pare a Salvatore è stata tolta l’invalidità e la conseguente applicazione dell’assegno oltre che dell’accompagnamento, e, come se non bastasse nemmeno più la madre di Salvatore ha il suo sussidio.

Insomma una vicenda alquanto complicata e stranissimo.


Così si legge online: “Se due anni fa trovavo clamoroso che l’istituto di prevideza chiedesse a Salvatore, inchiodato in un letto da nove anni, una visita medica di controllo, pena la revoca della pensione di invalidità oggi è pazzesco che lo stesso istituto di previdenza sia passato ai fatti, ed infatti hanno sospeso l suo sostentamento per omissione di dichiarazione dei redditi nei tempi previsti dalla legge. E’ lo stesso hanno fatto, con le stesse modalità, anche per sua madre, che è anche mia madre, azzerando entrambe le pensioni. La mia domanda, aggiunge Pietro Crisafulli, ora è: ma quale reddito puo’ mai produrre mio frattello Salvatore che è immobile a letto? Almeno per una persona come lui paralizzata esiste la possibilità di mantenere sempre la stessa pensione, senza dover giustificare i propri redditi che, di fatto, non esistono? Siamo sconcertati. Delusi. Le provano tutte, non sanno come togliere la pensione ai veri disabili. Ora che dobbiamo fare per aiutare mio fratello? Non abbiamo piu’ niente, nemmeno quel minimo che ci garantiva lo stato per andare avanti. Gli attacchi continui ed ingiusti da parte dell’Inps non hanno tregua. Mi chiedo con quale coraggio hanno potuto fare questo ad un povero cristo che vive in un baratro? Vi chiediamo per favore lasciateci in pace nel nostro immenso dolore. Quando Salvatore ci comunicherà di porre fine alle sue sofferenze sarete sicuramente i primi ad essere avvisati”.


Nella lettera che l’INPS ha mandato alla famiglia Crisafulli si legge: “Gentile Signora, La informiamo che siamo costretti dalla legge vigente (art. 13 comma 6 lettera C della legge 122/10) a sospendere la prestazione collegata al suo reddito, per non averci comunicato il suo reddito per l’anno 2009. La avvisiamo che decorso il termine di 60 giorni senza nessuna comunicazione da parte vostra si procederà per legge alla revoca definitiva della prestazione collegata al suo reddito. In questo caso, le prestazioni collegate al suo reddito per le quali risultano rilevanti i redditi oggetto dell’omessa dichiarazione, saranno recuperati perchè considerate non più spettanti”. I soggetti per i quali deve essere fornita la comunicazione sono identificabili dai seguenti codici fiscali: Titolare: CTNNGL37E59C351Q ANGELA CATANIA. Altri familiari: CRSSVT65M31C351G SALVATORE CRISAFULLI.”

Un errore o un comportamento particolare?

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