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Marocco: Convegno internazionale su sviluppo oasi sud-est

Scopo, rivisitare la storia per valorizzare meglio le potenzialità.

FOTO: Stefano Oliviero

RABAT – Rileggere e riscrivere la storia delle oasi del sud-est del Marocco, inventariarne la ricchezza patrimoniale e culturale, identificando delle vie di preservazione e rivalorizzazione in un contesto di sviluppo integrato, in modo da creare una dinamica territoriale che generi delle ricadute economiche sociali e culturali. È questo l’obiettivo del convegno scientifico internazionale organizzato dal Consiglio nazionale dei diritti dell’Uomo, che si terrà a Ouarzazate dal 21 al 22 gennaio, dal tema “Le oasi del Dra e del Tafilalet: cultura, storia e sviluppo, quale strategia regionale integrata?” .

L’aerea delle oasi viene descritta nel comunicato ufficiale dell’evento come “una vasta enclave”, posizionata fra l’Alto-Atlas a nord e l’Anti-Atlas e le creste del Bani e dell’Ouakziz a sud. Sotto l’aspetto storico, l’importanza è data dai numerosi siti rupestri e di sepolture, di età diverse, che costellano la regione, uno dei centri più anziani di popolamento umano del Marocco e dell’intero nord Africa. Le oasi hanno avuto in seguito un ruolo molto importante sul piano economico, nel XVI e XVII secolo, essendo un nodo delle vie del commercio delle carovane dirette in Sudan. L’aria ha costituito inoltre un rifugio d’emergenza delle “nuove elite politiche con due dinastie Sharif, i Saaditi e gli Alauiti, che ebbero per punto di partenza le oasi del Dra e del Tafilalet prima di estendere il loro potere sull’insieme del paese”.

Da qualche anno, scrive Aufait, emerge progressivamente una presa di coscienza sia nella società civile che negli attori pubblici, per riservare alle oasi un trattamento specifico e farne una priorità nazionale.

Stefano Oliviero

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