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Costa Concordia: tra gli indagati anche uomini della Costa Crociere

Costa Concordia: rinizia il conto delle vittime. 11 i morti certi Costa Concordia, sale a 9 il numero totale degli indagati del naufragio del 13 di febbraio, e, il 3 di marzo dovrebbe aver luogo l’incidente probatorio, le ricerche continuano e le cisterne della Concordia vengono svuotate. Qualche ora fa l’Ansa riporta nomi e capi di accusa degli indafati

FRANCESCO SCHETTINO. Comandante della nave, 52 anni, attualmente agli arresti domiciliari a Meta di Sorrento. E’ accusato di omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono di persone in capaci di provvedere a se stesse, abbandono di nave, omessa comunicazione dell’incidente alle autorità marittime. E’ addebitata a lui l’errata manovra (“scellerata” per i pm) per l’inchino al Giglio, le inerzie nel dare l’allarme alla capitaneria di porto e ai passeggeri e all’equipaggio a bordo nonostante che fosse. E’ accusato anche di aver lasciato la nave quando c’erano ancora 300 persone da evacuare.

CIRO AMBROSIO. Primo ufficiale di coperta (di fatto il vice di Schettino in plancia di comando), 39 anni, di Torre del Greco (Napoli). E’ indagato con Schettino e gli ufficiali in plancia Coronica e Ursino per cooperazione con loro in omicidio plurimo colposo e naufragio. Con loro, per i pm non dette supporto e assistenza a Schettino dopo che aveva assunto il comando e omise di adoperarsi per salvare le persone a bordo. A circa sei miglia dal Giglio avvisò Schettino per lasciargli il comando per l’avvicinamento all’isola dove la nave urtò gli scogli.

SALVATORE URSINO. Secondo ufficiale di coperta, 27 anni, di Messina. E’ indagato per cooperazione colposa con Schettino, e gli ufficiali Coronica e Ursino, in omicidio plurimo colposo e naufragio. Ha le stesse accuse degli ufficiali Coronica e Ambrosio con cui viene accusato inoltre di non aver fatto notare a Schettino il pericolo della velocità di 16 nodi in presenza di ostacoli e bassi fondali e il pericolo nell’avvicinamento eccessivo al Giglio.

SILVIA CORONICA. Terzo ufficiale di coperta, 29 anni, di Trieste. E’ indagata per cooperazione colposa con Schettino e gli ufficiali di plancia Ursino e Ambrosio per omicidio plurimo colposo e naufragio. Ha le stesse accuse degli altri ufficiali. Doveva verificare la rotta e avrebbe riferito di problemi nel riportare le distanze su carte nautiche su scale diverse.

ROBERTO BOSIO. Comandante in seconda della nave Costa Concordia, 46 anni, di Pompeiana (Imperia). E’ indagato per cooperazione con Schettino in omicidio plurimo colposo. Bosio non era in plancia quando ci fu lo scontro con gli scogli (era in cabina), ma per le indagini risulta che vi si recò pochi minuti dopo e affiancò Schettino per tutte le fasi. Per i pm seppe nel giro di un quarto d’ora, come gli altri ufficiali presenti, che la nave non poteva più galleggiare ma non intervenné – pur potendo farlo – per superare i “comportamenti illogici” e l’inerzia di Schettino nelle manovre, nel dare l’allarme e nelle comunicazioni a bordo e con la terraferma.

ANDREA BONGIOVANNI. Ufficiale di coperta, 31 anni, di Pompeiana (Imperia). E’ indagato con Schettino per non aver fatto immediatamente rapporto alla Direzione marittima di Livorno riferendo dell’incidente. L’accusa è di false comunicazioni all’autorità marittima. Bongiovanni ebbe comunicazioni con la capitaneria di porto, ma presumibilmente su indicazioni di Schettino, disse che a bordo c’era un black out senza riferire delle gravi avarie in atto.

ROBERTO FERRARINI. Capo dell’unità di crisi della flotta di Costa Crociere spa, 49 anni, di Mantova. Con Ursprunger e Parodi é indagato per cooperazione con Schettino in omicidio plurimo colposo relativamente alla gestione della crisi scaturita dal naufragio, e della sicurezza e dell’incolumità delle persone a bordo. I tre responsabili di Costa spa sono accusati anche di non aver riscontrato le informazioni sulla nave e di non aver avvisato l’autorità marittima per organizzare tempestivamente i soccorsi. Al vaglio dei pm numerose telefonate con Schettino durante il naufragio.

MANFRED URSPRUNGER. Vicepresidente esecutivo di Costa spa e responsabile della fleet operation della compagnia; 54 anni, originario di Enns (Austria), abitante a Genova. Per lui la procura ipotizza le stesse accuse di Ferrarini.

PAOLO PARODI. ‘Fleet superintendent’ della nave e componente dell’unità di crisi, 59 anni, di Genova. Anche per lui i pm avanzano le stesse accuse di Ferrarini come co-responsabile del gruppo di crisi della flotta.

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