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Giallo del Sinis Non è un sommergibile ma una formazione geologica

La massa scura, lunga 77 metri, a mezzo chilometro dal litorale, non è il relitto di un sommergibile.

Su queste pagine, e non solo, nell’estate scorsa, avevamo parlato, del mistero che si nascondeva nelle acque del meraviglioso Sinis, nella Sardegna occidentale. Oggi, quello che si ceredeva un sommergibile, sappiamo essere solo una formazione geologica di rocce calcaree e arenarie.

La smentita perentoria è dell’équipe dei ricercatori del Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Cagliari, incaricati dalla Marina Militare di condurre una ricerca, dopo la segnalazione fatta da alcuni subacquei sulla strana formazione sottomarina tra la scogliera di Is Benas e la spiaggia di Is Arenas ed a seguito di un’interrogazione parlamentare di alcuni esponenti del PD sardo.

 In realtà, spiega il prof. Sandro De Muro, presentando il risultato degli studi assieme con il comandante di Marisardegna, Ammiraglio Gerald Talarico, sott’acqua c’è solo il frutto dell’erosione provocata in milioni di anni dall’azione dell’acqua sulle rocce di calcare unite e arenaria che compongono quel tratto di costa sarda.

Ricordiamo a questo proposito che due erano le ipotesi  formulate: si poteva trattare del sommergibile Veniero II, battello oceanico della classe “Marcello”, varato il 14 febbraio 1938 e affondato nel 1942; oppure del Uc-35, sottomarino della Kaiserliche Marine, la marina imperiale tedesca, mandato a picco dal cacciatorpediniere francese Aigli, il 17 maggio 1918.

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