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Il movente del delitto di Emanuele Simonetto nascosto nelle chat

 Parolisi chattava anche dalla Caserma. IndiscrezioniCi sarebbe una svolta nel delitto brutale di Emanuele Simonetto, 49 anni  di Farra di Soligo, ucciso da due colpi di arma da fuoco nel piazzale della Mistral di via Zaniol a Pieve di Soglio.

Un uomo che tutti hanno definito un gran lavoratore ed una ottima persona, ecco però che si arriva ad un rebus nuovo, da quel che si legge sul Corriere della Sera sembra che anche il delitto di Emanuele Simonetto sia nato online. Infatti è proprio sul computer del caporeparto, che si concentrano le indagini, gli investigatori controllano le amicizie virtuali e sopratutto Manu, una persona con cui il Simonetto intratteneva una relazione d’amicizia virtuale.E’ probabile che Simonetto sia rimasto vittima di un agguato passionale. Le molte tracce virtuali sono state lasciate su Facebook, Skype e Twitter, l’analisi di queste conversazioni potrebbe portare alla luce il vero movente del efferatissimo gesto.  Qualcuno poi dice che il Simonetto poteva essere testimone scomodo di qualcosa ed ecco che gli investigatori continuano alacremente a osservare l’ambiente di lavoro in cui si muoveva il caporeparto.


Altri avevano teorizzato che il delitto potesse essere maturato all’interno dell’ambiente dei nights ma alcuni amici hanno raccontato al cronista del Corriere della Sera che Emanuele “non era tipo da mettersi nei guai in un night . Frequentava quei posti solo di rado, per bere qualcosa e passare il tempo, non era un assiduo”.


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