Economia

Vado Ligure: caso OCV. Dopo 4 anni torna il caso del collegamento elettrico. 24 ore di sciopero e presidio alla fabbrica

Domani, 16 febbraio,  i lavoratori incontrano il consiglio comunale di Vado

Le riflessioni della Cgil

Vado Ligure, è terminata da poco l’assemblea di fabbrica. Gli Rsu di CGIL, CISL e UIL hanno stabilito la forma di lotta. Da domani presidio dinnanzi alla fabbrica, 24 ore di sciopero e delegazione di operai della OCV e di altre fabbriche, nel pomeriggio del 16 di febbraio si recheranno alla seduta del consiglio comunale di Vado Ligure. Intanto è chiaro che che la notizia della chiusura dell’OCV porta nuovi disagi ad un territorio che non è in grado di reggere l’ulteriore perdita di posti di lavoro, oltre 130 i lavoratori attivi che andrebbero in disoccupazione, circa 70 i lavoratori dell’indotto per un totale di 150 famiglie che patirebbero la delocalizzazione stabilita dai “padroni” americani della OCV.


Su IVG si legge l’intervento del segretario generale della Cgil di Savona, Francesco Rossello “Questo ennesimo duro colpo dimostra ancora una volta che il lavoro è la vera emergenza della nostra provincia e che è possibile uscire da una situazione così straordinaria e drammatica solo attraverso una forte assunzione di responsabilità delle istituzioni. Questo ennesimo dramma dimostra come il problema del lavoro e dello sviluppo non possa più essere derubricato e vada affrontato con urgenza coniugandolo con l’altrettanto delicato problema ambientale. Un obiettivo simile si consegue con la regia delle istituzioni, Comune di Vado in testa, con il coinvolgimento delle parti sociali, con l’assunzione di responsabilità diretta e chiudendo la stagione del trasferimento alle aule dei tribunali delle decisioni in materia di sviluppo” .


Sembra che la chiusura dello stabilimento sia causata dagli alti costi energetici che l’azienda deve sostenere per tenere viva la produzione dell’OCV, nel 2009 i lavoratori erano  in cassa integrazione, e, come è noto era stato rifatto un forno, il problema della linea elettrica era stato già sollevato ed era stato stipulato un accordo  con Comune di Vado e Provincia di Savona per la realizzazione di un collegamento diretto tra lo stabilimento e la vicina centrale elettrica.  Quell’accordo era all’avangurdia, il primo del genere, ma per l’attuazione era necessario modificare la norma che oggi non consente un collegamento diretto tra una centrale e un fruitore. Necessitavano mediazioni e intese politiche che però a quanto pare non sono mai state portate avanti.

Per Francesco Rossello: è necessario un intervento ” del  Governo per garantire ad OCV l’attuazione di quell’accordo e ne pretendano, in cambio, la prosecuzione dell’attività. Per fare questo è necessario che oltre alla Regione, anche i Comuni riattivino subito i rapporti con Tirreno Power anche per valutare la possibilità di fornire energia a basso costo in tutto il comprensorio riducendo i costi di produzione anche di altre aziende che oggi pongono lo stesso problema e domani potrebbero trovarsi nella condizione di OCV, ma anche con evidente vantaggio per le famiglie che vivono a Vado e Quiliano. Queste cose chiederemo alle amministrazioni augurandoci che tutti possiamo prendere atto di essere in una fase nuova in cui la solidarietà non basta più e individuare dei colpevoli serve a poco. Quel che servono sono le soluzioni”


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Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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