
“Le scuole nelle aree più distanti dai grandi centri rivestono sul territorio locale un valore sociale e culturale che non può essere trascurato, pena il decadimento dei livelli di partecipazione e di democrazia e l’isolamento di oltre dieci milioni di abitanti che risiedono nei piccoli comuni italiani”. La proposta di legge chiede di applicare delle deroghe ai territori con una densità abitativa inferiore agli 80 abitanti per Km quadrato, a partire dall’abbassamento della soglia per il riconoscimento dell’autonomia a 300 alunni per istituto. Analoghe deroghe andrebbero applicate alla composizione delle classi (con meno di 8-10 alunni, a seconda del livello). Mentre al fine di garantire la continuità didattica ed organizzativa, si dovrebbe accordare un criterio preferenziale per il personale residente nei territori in cui ricadono le assegnazioni d’incarico, di durata comunque non inferiore a tre anni. Secondo quel che ha dichiarato Caterina Pes, è importante anche e sopratutto tutelare le minoranze linguistiche oltre ovviamente a tenere salda l’istituzione scuola come presidio è presenza democratica è confermare a tutti i cittadini il diritto di cittadinanza.