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In viaggio con il Trenino Verde attraverso la Sardegna Riparte la scoperta del cuore dell’Isola

La Sardegna è ampia, consueta,
nient’affatto irregolare,
ma che svanisce in lontananza.
Dà una sensazione di spazio…
incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare,
nulla di finito, nulla di definito.
E’ come la libertà stessa.»
David Herbert Lawrence

Scoprire la Sardegna in un viaggio con il Trenino Verde della Sardegna.
Si parte il 31 marzo sulla Mandas-Gairo. A maggio si raddoppia: dalla costa dell’Ogliastra verso le montagne ogni sabato e domenica e’ attiva la Mandas-Sadali. Da meta’ giugno la Mandas-Arbatax.
Un viaggio tra i luoghi incontaminati dell’Isola, miracoli dell’ingegneria e paesaggi lunari.
Il Trenino verde della Sardegna, candidato al riconoscimento Unesco, anticipa la stagione turistica e amplia la sua offerta: sette gli itinerari proposti a bordo di questo piccolo gioiello su rotaia che attraversa paesaggi mozzafiato e ancora intatti dell’interno. Lo stesso trenino e gli stessi itinerari che lo scrittore David Herbert Lawrence racconta con emozione nel suo Sea end Sardinia (Mare e Sardegna).

“Bisogna andare e subito, dove allora?
Vada per la Sardegna”
Così D.H. Lawrence, che soggiornava nei pressi di Taormina, lasciò temporaneamente la Sicilia e, in una splendida mattina di gennaio, esattamente il 6 gennaio 1921, in compagnia della moglie Frida (queen-bee, q-b) si imbarcò per la Sardegna in cerca di una meta.
Nell’alba del giorno successivo lentamente avanza agli occhi dello scrittore, lungo la costa, una lingua di terra, una lunga penisola priva di case e, improvvisamente appare Cagliari. La città nuda si alza ripida verso il cielo, spoglia, senza alberi, troppo simile ad un gioiello di ambra: quasi una bianca Gerusalemme.

“Ma è già ora di cambiare, andare oltre!”
Quale strada prendere se non quella di una linea ferroviaria secondaria a scartamento ridotto che punta al centro dell’Isola?
Lo strano treno a vapore con solo prima e terza classe aspetta tra nuvole grigie e si colma di gente di ritorno dal mercato.
Lawrence e q-b prendono posto tra bertule sistemate ovunque e, mentre Cagliari rimane indietro, a picco sulla roccia, il treno incomincia la sua corsa lungo le pianure coltivate a grano dove piccole case di mattoni cotte al sole sono circondate da aranceti e verso le colline coperte di erica, di corbezzoli e mirto selvatico.

“E’ come la Cornovaglia” pensa Lawrence.
Il paesaggio è pieno di magia. In lontananza, compare e scompare la figura solitaria e piccola di un uomo. Si attraversano mille stazioni ed in ognuna parte della gente scende dal treno.
Mandas: piccole case basse, piccolo villaggio dove la ferrovia ha portato la cultura. Il costume degli uomini è quasi sparito. La stazione ha fatto sorgere un paese nel paese: un paese immerso nella natura celtica certamente meno cruda e desolata, su cui domina un bianco cimitero che, con il suo alto muro, sembra quasi impedire di morti di fuggire.

Sarà bello l’indomani, mentre il sole non è ancora sorto, assaporare il senso di libertà che corre lungo l’ampia strada di campagna tra i margini d’erba gialla dal freddo.
Frida è entusiasta e quasi non vuole andare via, mentre un sole rosso risplende tra i fienili e gli alberi spogli. L’antica nostalgia dell’Irlanda e della Cornovaglia si impadronisce dell’animo dello scrittore, ma qui tutto è più spoglio, duro.
Non ci sono i lillà e le rose rampicanti a rendere il paesaggio più inglese. Ma a Mandas non c’è niente da fare!
Dove andare: sul mare o verso il cuore della Sardegna? Il problema non si pone: si attraverserà il nodo montuoso della Sardegna e si arriverà al capolinea.

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