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Melania Rea: le ultime lettere di Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi conta le ore. Lunedì al Processo. Intanto continua a scrivere e ricevere lettere, l’ultima sarebbe una corrispondenza con un trans, la riporta Il Centro.

Ecco cosa scrive “Ho tradito mia moglie e non me lo perdonerò mai, ma non l’ho uccisa”. Così scrive un una lettera che ha come mittente un nome di donna ma in realtà di tratterebbe di un trans.

Sarà il trans stesso a consegnare le missive ai Carabinieri.

“La verità è che prima i processi si celebravano nelle aule giudiziarie, mentre oggi si svolgono nelle case degli italiani. Tutto ciò fa audience viene trasmesso dalle reti televisive alle quali non importa chi sia il colpevole. Spero che tutte le persone che mi condannano non abbiano scheletri nell’armadio e soprattutto la coscienza pulita, ma poco ci credo”.


“E’ vero ho tradito mia moglie e non me lo perdonerò mai, ma non gli ho mai tirato uno schiaffo. Niente di niente. Non vedo il motivo della mia carcerazione, questa è ingiustizia”. “Cerco di andare avanti soffocando dolore e la sofferenza di questa ingiustizi””ed è normale che capita di stare male. Spero di riabbracciare al più presto la mia piccola che mi manca ogni giorno di più”. Tutte parole toccanti quelle di Parolisi o così almeno sembrano, “fa sempre piacere essere considerato una persona normale e non un mostro come tante persone sostengono. So di avere la coscienza pulita, soprattutto la consapevolezza di non aver mai torto un capello a mia moglie ma neanche ad estranei. Non sono mai stato nè un violento nè un folle e sono sempre stato lontano dai guai. Le mie giornate sono sempre monotone. Mi manca tanto mia figlia quanto mia moglie ed è sempre più dura accettare di non poterla ancora vedere e stringerla a me. Di notte mi sveglio credendo che sia un brutto sogno”.


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