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Processo a Salvatore Parolisi: un parere.I vigliacchi non guardano negli occhi

Oggi un brivido mi ha percorso la schiena, quando ho visto quell’auto bianca entrare verso un rinnovato dolore. Immagino la speranza di questa madre, volere guardare negli occhi chi ha tenuto in casa come un figlio, ed è accusato d’averle tolto per sempre la sua. Una madre alla ricerca disperata di una verità, ma tutti sappiamo che questa verità non potrà leggerla negli occhi di un bugiardo, in un uomo debole e senza moralità. Mamma Vittoria ha affrontato questo viaggio sicuramente per trovarsi faccia a faccia con questo essere, vuole vedere con i suoi occhi che non hanno più lacrime, se il Parolisi riesce a reggere il suo sguardo. Ma già all’udienza precedente quest’uomo accusato di un omicidio efferato, ha girato le spalle a chi dovrebbe invece gridare la sua innocenza, ma forse non riesce a farlo, non puo’ reggere il confronto, se è lui l’assassino.


E’ facile girare le spalle piuttosto che confessare, e adesso, non potrebbe uscire dalla sua bocca “sono innocente” se ha trucidato in quel modo Melania, perché chi lo guarda, ha messo al mondo con doglie dolorose Melania, ha sentito il primo respiro di quella figlia amata, l’ha cresciuta non certo per darla in mano ad un assassino. Dopo tutte le lettere, le bugie, le contraddizioni, discorsi senza capo né coda, le prove e gli innumerevoli indizi, non potrebbe reggere lo sguardo di una madre, meglio girarsi di spalle, così come è stata aggredita e uccisa Melania: alle spalle, come fanno i vigliacchi che non hanno il coraggio di guardare negli occhi la loro vittima! Perché l’assassino, se è lui, è quello che ha sentito l’ultimo respiro della ragazza, e negli occhi suoi, seppure li chiuderà, rivedrà sempre gli occhi di Melania, occhi che chiedevano il perché! E non ci sarà pace per chi ha privato una figlia di poco piu’ di un anno della sua mamma, non puo’ esserci pace, né vita.


Non guarderà, oggi, negli occhi mamma Vittoria, il Parolisi, altrimenti dovrebbe avere il coraggio di rispondere alla domanda che sempre leggerà dentro quel fiume disperato, un greto diventato arido: Se l’hai uccisa, dimmi il perché, dimmi come hai potuto. E poi, CHI SEI?

M.G.

Una poesia per Melania 

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