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Quel nero fiorentino, un mistero. La Battaglia di Anghiari tra Vasari e Leonardo

A caccia di misteri, curiosità e quanto altro, una passione quasi sfrenata specie se dietro si nascondono pezzi di storia. Questa volta torna alla ribalta il misterioso caso di Leonardo che di per sè è noto muore ad Amboise nel 1519.

Leonardo di ser Piero da Vinci nasce a Vinci, 15 aprile 1452 è noto per essere stato  stato un pittore, ingegnere e scienziato italiano. Uomo d’ingegno e talento universale del Rinascimento, incarna in pieno lo spirito della sua epoca, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell’arte e della conoscenza. Si occupa di architettura e scultura, e quanto altro, per di più è da sempre considerato uno dei geni dell’umanità. Se Leonardo è morto ad Amboise nel 1519 il suo spirito ed il suo mistero aleggiano ancora nell’aria. Tanti sono quelli che ammirano Leonardo e lo cercano ogni dove, Bill Gates ha cercato disperatamente reliquie leonardesche, è noto. Poi, a Firenze, da poco ecco che riparte il mistero di quell’antico quadro di Giorgio Vasari, che, posto nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio,  raffigura la  Battaglia di Anghiarisotto. Antiche fonti testimoniano che il dipinto è stato realizzata con l’encausto, tecnica pittorica che il maestro trova nella Historia naturalis di Plinio il Vecchio. Maurizio Seracini, professore a San Diego, la sta inseguendo da trentasette anni. Basta una traccia sotto l’opera del Vasari, quel nero di cui tutti parlano, unito a resti di lacca rossa o a uno strato di beige o a un’intercapedine per far esplodere le ipotesi. Intanto pare proprio sia arrivato il via libera alla ricerca ma senza fare danni. Questa la posizione del ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, sul caso della ‘Battaglia di Anghiari’.Intervenendo oggi alla presentazione della ventesima ‘Giornata Fai di Primavera’, il numero uno del Collegio Romano ha spiegato che “su questo argomento possono essere sollevate opinioni scientifiche diverse. Il mio stile accademico -ha chiarito Ornaghi- mi dice di considerarle tutte quante: e’ necessario quindi procedere purche’ si vada avanti senza fare danni. Il sindaco Renzi -ha aggiunto Ornaghi- e’ stato molto corretto nell’informarmi su quanto sta avvenendo”.

Il mistero del nero Fiorentino continua quindi anche se la scienza a breve scende in campo.

 

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