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Sclerosi Multipla: anche le terapie non farmacologiche possono essere d’aiuto

E’ stato pubblicato sulla rivista medica Neurological Sciences un interessante studio australiano intitolato “Risultati sulla qualità di vita a 1 e 5 anni dopo un ritiro residenziale per promuovere la modifica dello stile di vita per persone con sclerosi multipla“.


Secondo i ricercatori, coordinati dal Dr. George A. Jelinek di Melbourne (Australia), c’è una forte evidenza che supporta l’uso di terapie non farmacologiche nella gestione delle persone con sclerosi multipla (SM). Un ritiro residenziale di 5 giorni per persone con SM a Victoria in Australia promuove la modifica lo stile di vita all’interno di un modello di cura centrato sul paziente. E’ stata effettuata un’analisi della qualità di vita legata alla salute (HRQOL) dei partecipanti al ritiro utilizzando la scala di valutazione della qualità di vita (MSQOL-54), prima della partecipazione ed a 1 e 5 anni dopo il ritiro.


274 partecipanti al ritiro (71%) hanno completato i questionari di base. Nonostante la natura solitamente progressiva della SM, la coorte ha dimostrato miglioramenti clinicamente e statisticamente significativi nella qualità di vita legata alla salute (HRQOL). Un anno dopo aver frequentato il ritiro sono stati osservati miglioramenti medi dell’11,3% nel dominio complessivo della qualità di vita (p <0,001), del 18,6% nel complesso della salute fisica (p <0,001) e dell’11,8% nel complesso della salute mentale (p <0,001). Nel sottogruppo di 165 che ha raggiunto il punto dei 5 anni c’è stato un miglioramento mediano del 19,5% rispetto all’inizio nella qualità complessiva di vita (p <0,001), del 17,8% nel complesso della salute fisica (p <0,001) e del 22,8% nel complesso della salute mentale (p <0,001).

Al termine dello studio, secondo gli autori, la partecipazione ad un ritiro per la promozione della modifica dello stile di vita per la gestione integrata della sclerosi multipla (SM) sembra avere effetti positivi nella qualità di vita legata alla salute (HRQOL) a breve ed a medio termine. Le terapie non farmacologiche dovrebbero essere considerate come parte di qualsiasi programma di trattamento completo per le persone con SM.


Fonte: http://www.springerlink.com/content/7534m81178534157/

About the author

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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