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Sclerosi Multipla: uno studio clinico dimostra che la vitamina D riduce le lesioni infiammatorie

E’ stato pubblicato sulla rivista medica Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry un piccolo ma interessante studio finlandese intitolato “Uno studio randomizzato, in doppio cieco, con placebo controllato sulla vitamina D3 come aggiunta al trattamento con interferone β-1b nei pazienti con sclerosi multipla”.

L’obiettivo dei ricercatori, coordinati dal Dr M H Soilu-Hänninen dell’Università di Turku (Finlandia), era quello di studiare la sicurezza e l’efficacia della vitamina D3 come aggiunta alla terapia con interferone β-1b (Interferone beta) nei pazienti affetti da sclerosi multipla (SM).


Come metodo è stato utilizzato uno studio di un anno in doppio cieco, con placebo controllato, randomizzato in 66 pazienti con SM. I risultati primari attesi erano il carico della malattia in T2 (BOD) delle immagini di risonanza magnetica, la proporzione dei pazienti con livelli di siero di 25-idrossicolecalciferolo (25 (OH) D) uguale o superiore a 85 nmol / L o l’ormone paratiroideo intatto (PTH) pari o inferiore a 20 ng / l ed il numero di eventi avversi. I risultati secondari attesi erano il numero di lesioni captanti in T1 della RM e nuove lesioni in T2, il tasso di recidive annuali, le variazioni di punteggio nella scala di disabilità per pazienti affetti da sclerosi multipla (EDSS), il test di deambulazione T25FW ed il test di deambulazione T10FTW.

Al termine dello studio, secondo gli autori, l’aggiunta della vitamina D3 al trattamento con interferone beta riduce l’attività della malattia della risonanza magnetica nella SM.

Questo studio pur non volendo mettere in discussione l’utilità dell’interferone beta (farmaco con importanti effetti collaterali ma che porta profitti molto rilevanti alle case farmaceutiche) conferma dunque come sia consigliabile per i malati di sclerosi multipla l’assunzione di vitamina D3.

Pochi alimenti contengono quantità apprezzabili di vitamina D. Un alimento particolarmente ricco è l’olio di fegato di merluzzo. Seguono, poi, i pesci grassi (come i salmoni e le aringhe), il latte ed i suoi derivati, le uova, il fegato e le verdure verdi.

Fonte: http://jnnp.bmj.com/content/early/2012/02/21/jnnp-2011-301876.abstract


About the author

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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