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Alghero-Bosa Dove volano i Grifoni

Sardegna nord-occidentale, una panoramica litoranea collega la città di Alghero a quella di Bosa. Qui ci si immerge in uno dei paesaggi più spettacolari dell’Isola, rimasto estraneo alla speculazione selvaggia che ha investito le coste mediterranee.

La strada, correndo lungo il mare, disegna curve strette e sinuose per assecondare la conformazione della costa, detta dei Grifoni per la presenza, nell’entroterra e sui promontori rocciosi a picco sul blu cobalto del mare, della più grande colonia italiana di questi avvoltoi.

Quasi scomparso nel resto d’Europa e della Sardegna il grifone, Gyps fulvis, continua a nidificare sugli aspri costoni rocciosi di Montresta, tra Bosa e Alghero.

Il grifone, dotato di un ampia apertura alare che raggiunge i tre metri, è un ottimo veleggiatore, sfrutta infatti le correnti termiche ascensionali che gli permettono di controllare spazi vasti e aperti sempre alla ricerca di cibo. Essendo per natura necrofago e non predatore, ricopre un vero e proprio ruolo di spazzino dei pascoli.
Nidifica nelle alte pareti rocciose a strapiombo sul mare o nell’entroterra tra la tipica macchia mediterranea. Durante il periodo riproduttivo, tra novembre e gennaio, è facile scorgerli impegnati in evoluzioni aeree che fanno parte del rituale dell’accoppiamento.

Gli esemplari superstiti della Sardegna fanno sovente la spola tra Capo Marargiu (una delle maggiori aree di nidificazione, dove il Comune di Bosa ha acquistato centosessantacinque ettari di terreno per realizzare un’ oasi protetta) e l’altopiano di Campeda, nell’entroterra, dove facilmente trovano carcasse di bestiame bradi di cui nutrirsi.

E’ un enorme avvoltoio che esibisce una apertura alare di ben 2,4 – 2,8 m, con una lunghezza corporea di 95 – 105 cm e un peso di 4 – 6 kg.


Il grifone si ciba esclusivamente di carcasse e, proprio per questo motivo, ha sviluppato la caratteristica testa calva che gli consente di nutrirsi, scavando nei resti di grossi animali con facilità e senza “sporcarsi” eccessivamente. Anche gli artigli sono estremamente ridotti e inadatti alla cattura di prede vive.
Eppure troppo spesso l’avvoltoio, oltre che a causa dell’uso di pesticidi e bocconi avvelenati, o degli incendi dei luoghi, è stato anche ingiustamente perseguitato da pastori e contadini perché ritenuto pericoloso per agnelli e per le coltivazioni dei campi.

Nel recente immaginario occidentale gli avvoltoi sono spesso associati a sventure, cattivi presagi, misteriose e occulte forze da cui rifuggire, pertanto, proprio negli ultimi secoli, e in modo particolare intorno alla metà del 1900 la loro sistematica persecuzione li ha portati sull’orlo dell’estizione. Per questo motivo BirdLife International ha inserito il grifone nella Lista Rossa degli Uccelli a rischio di estinzione redatta dall’IUCN.

 Grazie ad una delicata operazione di ripopolamento voluta dalla Regione Sarda  e dalla Lipu, questa particolare specie di avvoltoio è stata reinserita nell’ambiente sardo, e protetta attraverso grandi e sensibili iniziative. Di questi giorni è un’ordinanza della Guardia Costiera di Bosa Marina che vieta il passaggio di imbarcazioni e la sosta di bagnati in una zona del promontorio di Capo Marrargiu, per preservare i siti di nidificazione.


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