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Caso Cucchi: Assoluzione in Corte di Appello per Claudio Marchiandi

Non ci fu alcun falso, ne’ favoreggiamento, ne’ abuso d’ufficio nell’operato di Claudio Marchiandi, il funzionario del Provveditorato carceri condannato in primo grado a due anni di reclusione in relazione alla vicenda di Stefano Cucchi, il 31enne fermato per droga il 15 ottobre 2009 e morto una settimana dopo all’ospedale ‘Sandro Pertini’ di Roma


Marchiandi, che aveva scelto il giudizio abbreviato, era stato condannato il 25 gennaio del 2011 dal gup Rosalba Liso per le accuse di favoreggiamento, falso e abuso d’ufficio.

La sentenza e’ stata pronunciata dalla terza Corte d’Appello. Secondo l’accusa Marchiandi avrebbe concorso alla falsa rappresentazioni delle reali condizioni di Stefano Cucchi in modo che lo stesso Cucchi venisse ricoverato nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini dove poi mori’.

Il difensore di Marchiandi commentando la decisione della Corte ha detto: “Siamo soddisfatti per la decisione della Corte d’Appello. Lo dobbiamo a Stefano Cucchi… sarebbe comunque importante conoscere la verita’. Speriamo che sulla morte di Cucchi sia fatta piena luce”.

A commentare la sentenza pronunciata oggi e’ stato anche Giovanni Cucchi padre di Stefano. “Rispettiamo la decisioni dei giudici perche’ per come era stata impostata l’accusa non c’erano i presupposti per giungere ad una decisione diversa. I nostri avvocati ci avevano preparato a questa possibile soluzione. Ce lo aspettavamo, quindi, ma restiamo comunque molto amareggiati. Con l’impostazione che la Procura ha dato questa vicenda ci stanno portando al massacro, stanno uccidendo di nuovo Stefano. Speriamo che nel processo principale la super perizia che sara’ disposta sia equa e che porti ad una verita’ che fino ad oggi non e’ arrivata”.

Per quanto riguarda il processo principale davanti alla Terza Corte d’Assise di Roma e’ in corso il processo per la morte di Cucchi avvenuta il 15 ottobre del 2009. Sono imputate 12 persone. Si tratta di 6 medici, 3 infermieri e 3 agenti della polizia penitenziaria. Con rito ordinario vengono processati per una serie di reati.


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