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Che l’Italia sia “Il Paese degli Psicolabili?” Una domanda della FederFauna

Strutture di accoglienza piene, ed ovunque nel Paese psicolabili che aggrediscono le persone. Sono i cani che poverini, magari non per colpa loro, ma mancano delle basi caratteriali che consentono una vita normale, in armonia con umani ed altri animali. Non solo quelli randagi che ormai vediamo sempre piu’ spesso sia in campagna che in citta’, ma anche quelli che spesso vengono troppo frettolosamente fatti adottare a famiglie impreparate. Quelli che qualche animalista vorrebbe sostituissero i cani allevati e selezionati, perche’ considerati non etici.

Recentissimo e’ il caso del neonato ucciso al quale e’ stata staccata una gamba dai morsi dell’animale che la famiglia aveva adottato da un canile poche settimane prima, ma i casi simili, piu’ o meno gravi, sono tanti e molti cani adottati finiscono nuovamente in canile o peggio per strada, vuoi per fuga o vagabondaggio incoercibili, vuoi per  l’impossibilita’ di una persona non votata al martirio di tenere un cane che sporca regolarmente in mezzo al salotto o che abbaia tutta la notte.

I cani sono animali sociali ed ormai sono tutti concordi nel  sostenere che un cane equilibrato non possa prescindere da un adeguato imprinting ed un’adeguata socializzazione. I processi cioe’, che attraverso l’interazione con i consimili o con persone veramente molto preparate, gli forniscono determinate basi caratteriali. Basi che qualora manchino, come mancano in molti randagi ed ex randagi, determinano nei cani l’incapacita’ di interpretare i segnali mimici, olfattivi, ed uditivi degli altri cani, ma anche atteggiamenti sbagliati come fobie al posto di paure o aggressivita’ al posto di comportamenti sociali equilibrati. I cani diventano appunto psicolabili. Certo, non killer volontari, ma psicolabili si’!

Il recupero e’ possibile? A volte si’, ma quasi sempre ad un prezzo, non solo in termini economici, che non tutti sono in grado di sostenere e del quale le persone dovrebbero essere meglio informate. Non si puo’ propagandare le adozioni come l’unica soluzione al problema del randagismo, come la cosa piu’ bella (ed etica) del mondo, senza mostrare mai il rovescio della medaglia.

La propaganda animalista delle adozioni solleva inoltre qualche dubbio.  Quanti sono questi cani randagi? Il Ministero della Salute dice siano 590mila, di cui circa un terzo nei canili, ma diciamo pure che siano 1milione, come sostengono alcune associazioni animaliste. Gli animalisti che tanto predicano per le adozioni, non sono almeno 1milione in Italia, per adottarsi uno a ciascuno quei cani e risolvere il problema? Dicono di essere maggioranza nel Paese. Dicono di essere tutti volontari!(… … )

Forse e’ per quello che quando qualcuno chiede soluzioni concrete, gli piombano addosso gridando allo scandalo e fomentando l’ira dei malinformati contro di lui, cercano in tutti i modi di farlo tacere.

Ma il problema vero e’ quando sono decisori o persone che comunque occupano posti chiave in un Paese, che non solo continuano ad accettare supinamente le soluzioni di coloro che fino ad oggi non le hanno trovate, senza chiedersi mai quale interesse possano avere nel trovarle o meno, ma magari addirittura si uniscono loro stessi al coro dei “dagli all’untore”.

Del resto, pero’, nel nostro Paese anche Galileo venne accusato di voler sovvertire la filosofia allora imperante e condannato dall’autorità costituita. Deve essere veramente il Paese degli psicolabili…

Comunicato stampa a firma Massimiliano Filippi
Segretario Generale FederFauna

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