Economia

Piazza Fontana, due bombe per i Servizi Segreti, lo sconcerto di Sofri

Piazza Fontana, strage, piazza Fontana, misteri, archivi, borse, spionaggio, servizi segreti. Un intreccio esplosivo ancora non chiarito. A Piazza Fontana gli ordigni erano due, ne è sicuro un agente dei Servizi Segreti italiani, Silvano Russomanno, che intervenne  in loco gia’ la sera della strage a Milano. A chiarire la presenza delle due bombe è anche Paolo Cucchiarelli, nel testo ‘Il segreto di Piazza Fontana’, da cui è stato tratto il film di Marco Tullio Giordana ‘Romanzo di una strage’, nelle sale da ieri, e criticato da Adriano Sofri.

Adriano Sofri però il 31 di marzo è uscito con “43 anni” un testo che si può leggere online, non è d’accordo Cucchiareli che dichiara: ”A Sofri  rispondero’ pubblicamente. Per ora anticipo una domanda: cosa si diceva con Umberto Federico D’Amato quando lo incontrava, come ha scritto il prefetto, per ‘paurose e notturne bevute di cognac?”. D’Amato, sottolinea, ”fu l’organizzatore di alcuni elementi utilizzati per la campagna contro il commissario Calabresi che aveva iniziato una sua personale controinchiesta sui retroscena della strage poi sparita dal suo cassetto in questura dopo la morte”. ”Nella mia inchiesta su piazza Fontana – puntualizza ancora Cucchiarelli – non ho scambiato lucciole per lanterne”.


Il dubbio che le bombe fossero due lo aveva gia’ Emilio Alessandrini, il giudice ucciso da Prima linea nel 1979, anche se l’ipotesi, come spiego’ nella sua requisitoria, nella quale aveva tenuto conto della perizia del 1970 di Teonesto Cerri, ”non era valutabile perche’ l’unico reperto utile a confermare questa doppia presenza, la cerniera della seconda borsa, era stato fatto sparire dall’ufficio del tribunale di Milano”. La sintesi, dice Cucchiarelli, comunque ”e’ questa: Piazza Fontana fu un’operazione di intelligence che mirava a innescare un golpe, attraverso la predisposizione di un colpevole in carne e ossa e di uno politico, la sinistra. Lo schema e’ quello delle ‘operazioni sotto falsa bandiera’, l’abc nell’attivita’ dei servizi segreti. No quindi ai doppi estremismi, no alla riproposizione della pista anarchica, no a ‘doppie firme per una sola bomba. si’ a due bombe, una innocua e una assassina, una destinata a scoppiare a banca chiusa e un’altra usata all’impronta”.

 Adriano Sofri contesta apertamente la tesi di Marco Tullio Giordana, ispirate al testo di Paolo Cucchiarelli ‘Il segreto di Piazza Fontana’ e contenute nel film di Marco Tullio Giordana ‘Romanzo di una strage’, nelle sale da ieri.  Sofri contesta le tesi della doppia bomba, una preparata dagli anarchici e l’altra dai neofascisti.


”Considero questa tesi insensata, e nelle pagine che seguono lo argomentero’ . Il film, avendo conservato questa tesi e avendola – grazie al cielo – spogliata dell’attribuzione agli anarchici delle bombe ”innocue”, l’ha resa gratuita, dunque ancora piu’ assurda: bombe d’ordine o parafasciste che ”raddoppiano” bombe fasciste”.


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