Italia

Roberta Ragusa e Mariella Cimò: cercatele nei posti dove i sospettati si muovono sicuri, che frequentano, che conoscono.

Cercare nei luoghi dove l’indagato è solito frequentare. Nei posti da lui conosciuti, dove si muove sicuro. È lì, quasi sicuramente, che si trova la risposta alla scomparsa di Roberta Ragusa o di Mariella Cimò.

Roberta è sparita con addosso il solo pigiama e scarpe da ginnastica, tipico di chi, insospettita da qualcosa, scende e va a vedere cosa succede, in questo caso, dentro l’autoscuola dove lei e l’amante del marito lavoravano. Il marito, Antonio Lolli, dice di averla salutata e poi essere andato a letto, mentre Roberta guardava la tv e scriveva la lista della spesa. I controlli sui tabulati telefonici dicono che il Lolli ha telefonato all’amante-amica serpente di Roberta, prima della mezzanotte.


Quest’ultimo era a fare le pulizie nell’autoscuola quando ha telefonato? Non poteva telefonare da casa essendovi la moglie presente, quindi, Roberta ha forse intuito qualcosa ed è andata a sentire e vedere cosa stava facendo il marito? Ha ascoltato la telefonata ed ha avuto la certezza di chi fosse l’amante? Oppure ha trovato i due amanti insieme ed è scoppiata la lite e così facendo Roberta ha segnato la sue fine? Non risulta vi siano stati controlli su tutte le auto, tantomeno su quella di questa “grande e riconoscente amica” di Roberta, tanto amica da toglierle il marito e tradirla dentro la sua stessa casa. Non risultano ispezioni al pozzo dentro al giardino della stessa casa, non risultano ricerche accurate e approfondite fatte sul terreno attorno, cantine e scantinati, se ne esistono. Cercare, cercare, cercare, cercare in tutti i posti, perché Roberta, nonostante tutti questi falsi avvistamenti e tempo perso, Roberta potrebbe essere lì vicino. E non venitemi a dire che se c’erano i telefonini in casa il marito o chiunque altro non si è mosso, perché gli assassini sono diventati furbi e accorti, seguono le indagini di altri omicidi , haimè irrisolti, e ne prendono spunto per evitare errori, perché gli assassini sono davanti alla tv, seguono e godono di tutte le ipotesi fatte dai vari conduttori e ospiti. Si godono lo spettacolo complimentandosi con loro stessi per la loro furbizia e maestria. Ma un assassino spesso viene scoperto per caso, un piccolo dettaglio tralasciato, un investigatore che svolge il suo mestiere mettendoci un po’ di cuore e va oltre il gelo creato attorno a questi fatti. Ricordiamoci che a dare l’allarme su Facebook è stato il figlio di Roberta, non il marito né altri. Chi ti ama ti cerca, a chi non servi, fa bene il tempo che scorre verso la dimenticanza.


Vale anche per Mariella Cimò, sparita nel nulla anche lei e senza che il marito si scomponesse, ha denunciato dopo dieci giorni, con comodo. E se quel grande contenitore di plastica comprato due giorni prima, sparito o sotterrato chissà dove, potesse parlare, direbbe forse, che non sono stati i cani a distruggerlo, come dice il marito, ma forse sta urlando sotto zolle di terreno che un giorno la stessa Mariella coltivava e se anche i cani tanto amati dalla donna, potessero parlare, ci direbbero dov’è Mariella! Sono i mariti i colpevoli? Che sia la giustizia a dircelo, che venga fatta luce su tutti questi delitti coperti dal buio gelido dell’affetto che uccide. E l’eco delle urla che ci torna alle orecchie, urla di donne ammazzate senza pietà e buttate come bambole che non piacciono più, deve giungere fino alla coscienza di tutti noi, senza mai fermarci, senza mai dimenticarle, fin quando giustizia non verrà fatta!
Fatemi credere che la giustizia in Italia esiste ancora!

M.G.

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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2 Commenti

  1. Condivido appieno l’articolo e mi angoscia sempre più il pensiero che quando accade qualcosa di tragico non se ne viene a capo quasi mai, passa troppo, tanto tempo prima che qualcosa di concreto salti fuori,e poi le procedure, lunghissime e spesso da rifare, e così chi uccide diventa sempre più abile e furbo, tanto…..!

  2. Il problema é che tutto si sta trasformando in un horror show; non c’è salottino televisivo che non dedichi parte del programma al cosidetto approfondimento dei fatti di cronaca. Credo che sia solo deleterio, oggi tutti sanno di celle telefoniche, di come raccontare la bugia perfetta, etc sarebbe molto meglio che si ritornasse sull’argomento una volta presi i colpevoli che ho l’impressione la facciano facilmente franca…..

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