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Acquereggine è antisindacale? Il parere della CGIL

La FILCTEM-CGIL è una delle più importanti Federazioni di categoria della CGIL, firmataria di 29 CCNL aziendali e di settore che, con i propri delegati e quadri dirigenti, svolge un importante ruolo di protezione del lavoro dal libero e incondizionato funzionamento del mercato. Lo fa attraverso l’opera incessante di costruzione e ricostruzione della solidarietà nel lavoro e tra i lavoratori, attraverso la pratica quotidiana fatta dall’impegno concreto di rappresentanza e di contrattazione.

Sul nostro territorio la FILCTEM-CGIL si confronta con le più importanti multinazionali italiane ed estere, stipula accordi con colossi come ENEL ed ENI, Multinazionali svizzere come EGL, con la multinazionale americana della chimica Honeywell UOP, con Sorical solo per citare alcune delle più blasonate rispetto ad una lista che risulta molto lunga.

E’ vergognosa ed infamante la difesa di Acquereggine S.c.p.a.., fondata su dubbi di legittimità verso il legale rappresentante della FILCTEM-CGIL Giuseppe Carbone che, insieme a CISL e UIL di categoria, ha invece proposto ricorso su un problema di merito e di metodo avverso ad una condotta antisindacale dell’azienda che, senza attivare un confronto o indicare criteri oggettivi legittimi, ha revocato il licenziamento per pochi buttando fuori circa 86 lavoratori.

E’ veramente singolare e senza precedenti quanto sta accadendo nel corso della vertenza legale a difesa dei lavoratori licenziati da Acquereggine S.c.p.A..

Senza stilare una graduatoria di merito, senza attivare il confronto sindacale, senza neanche rispettare i criteri contenuti nella L.223/91, la società Acquereggine S.c.p.a. revoca per alcuni lavoratori la mobilità collettiva e, nel momento in cui viene citata in giudizio, si difende chiedendo al Giudice del Lavoro, attraverso il proprio legale avv. Giuseppe Mazzotta, di rigettare il ricorso sostenendo che Giuseppe Carbone della FILCTEM-CGIL, uno dei ricorrenti, non è il legale rappresentante di categoria e pertanto non sarebbe legittimato a proporre l’azione legale finalizzata alla repressione della condotta antisindacale ai sensi dell’art. 28 L. 300/70.

Va da se che, ormai dalle cronache dei mass-media locali e nazionali, quasi tutti gli addetti ai lavori sanno che Giuseppe Carbone è il legale rappresentante della FILCTEM-CGIL per tutta la provincia di Reggio Calabria, lo stesso riveste altri incarichi nella CGIL a livello confederale territoriale e nazionale di categoria, ma ciò che è veramente assurdo, al di là di qualsiasi sentenza o giudizio di legittimità sul quale, ovviamente, ha titolo e competenza a pronunciarsi il tribunale del lavoro, è la modalità con la quale l’azienda da mandato per difendersi non sul merito e sul metodo dell’atteggiamento antisindacale, ma solo sul dubbio di legittimità nei confronti di chi propone ricorso.


Come CGIL, in merito a questo palese tentativo di delegittimazione nei confronti della FILCTEM-CGIL e del suo legale rappresentante rag. Giuseppe Carbone, daremo mandato ai nostri legali per valutare una possibile richiesta di risarcimento dei danni morali, materiali e all’immagine.

La FILCTEM-CGIL della provincia di Reggio Calabria, attraverso il proprio legale rappresentante Giuseppe Carbone ed i propri quadri Dirigenti, ha titolo per firmare accordi insieme ad Acquereggine nel momento in cui si sigla la mobilità collettiva e non ha titolo per proporre ricorsi legali? Alla prima udienza hanno assistito circa 25 lavoratori interessati dal provvedimento di licenziamento e hanno ascoltato con le loro orecchie tutte le cose che il legale dell’azienda ha detto. All’’uscita dal tribunale i sindacalisti e gli avvocati della FILCTEM-CGIL sono stati avvicinati da alcuni dei lavoratori che, sconcertati dalle dichiarazioni dell’avv. Giuseppe Mazzotta, hanno informato il sindacato che tra i lavoratori ai quali Acquereggine ha revocato la mobilità c’è la moglie dello stesso avv. Giuseppe Mazzotta, a fronte del licenziamento di altri lavoratori di Reggio Calabria che, rispetto agli stessi requisiti della L.223/91, potrebbero vantare maggiore diritti in una graduatoria di merito. Ovviamente su queste affermazioni che riportiamo solo come fatti di cronaca ci riserviamo di cercare ulteriori riscontri, ma di fronte ad un’azienda che si è rifiutata di confrontarsi su criteri di merito o di legge possiamo fare ben poco, dobbiamo soltanto aspettare e confidare sul lavoro del Giudice del Lavoro, dottoressa Patrizia Morabito che ha titolo e professionalità per pronunciarsi.

Per la CGIL

Segretaria generale Reggio Calabria_Locri Segretario generale piana di Gioia Tauro

Mimma Pacifici Nino Calogero

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