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Parolisi: il mistero di una felpa grigia e dei capelli bagnati

Parolisi: il mistero di una felpa grigia e dei capelli bagnatiA detta di un testimone, Salvatore Parolisi, accusato di avere assassinato la moglie Melania Rea il 18 aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella, località Casermette, quando ha iniziato a cercare la moglie a Colle San Marco, aveva i capelli bagnati e, chi l’ha osservato bene da vicino, dice che non era gel ma semplicemente acqua, tipico di chi si pettina ripetutamente con le mani bagnate.

Non è un particolare da poco, se ciò fosse vero. E tutti sappiamo il perché. Un altro interrogativo nasce dall’impronta lasciata sulla gamba di Melania, riconducibile, a detta degli inquirenti, al polsino di una felpa, una tuta, o polsino di un maglione. Molti si chiedono se le tute mimetiche dei militari hanno dei polsini simili, e ci si chiede anche, essendo uscito il Parolisi da casa, a suo dire, vestito con abbigliamento estivo, e guardando le riprese della telecamera al chiosco di Ranelli, si intravede sotto il giaccone prestatogli dall’amico Paciolla, un cappuccio di una felpa grigia che qualcuno ha riconosciuto come felpa appartenente al Parolisi. L’aveva in auto questa felpa? Se non è come dice chi l’ha riconosciuta come sua, Paciolla gli ha prestato anche la felpa grigia?

Inoltre la piccola Vittoria non aveva addosso neppure un giubbotto, ma semplicemente un gilè smanicato e, a detta della proprietaria del ristorante dove Parolisi si è recato a cercare Melania, la bambina sembrava si fosse svegliata da poco.


Cosa fa pensare una bambina vestita per andare al Colle San Marco, all’aria aperta, senza una giacca adatta al periodo, dove tutti hanno detto che quel giorno non faceva di certo caldo? Che la mamma, in questo caso Melania, non ha pensato di coprire adeguatamente la figlioletta e senza portarsi neppure la borsa per un eventuale cambio? Oppure qualcosa è successo in casa e l’uscita è avvenuta in fretta e furia? La vicina di casa ha visto uscire in auto solo il Parolisi alla guida, non Melania: allora Melania dov’era? Sdraiata sul sedile, stava poco bene? E poi ancora, quando è stata colpita alla testa, all’altezza della tempia, come risulta dagli atti della Procura? Possibile che cadendo sull’erba, e cercando di difendersi scappando, al bosco delle Casermette, Melania non abbia trattenuto sulle mani i segni o sotto le unghie del terriccio o erba o quant’altro potesse esserci al suolo? O era già stordita prima di essere accoltellata? A questi interrogativi e a ben altri di cui si è parlato per oltre un anno, si spera vengano delle risposte dal processo già iniziato. Intanto si avvicina la prossima udienza fissata per il 30 maggio.

 M.G.

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