Salute

Sclerosi Multipla: cannabis no? Cannabis sì! Il parere di Celeste Covino

Mi chiamo Celeste Covino, sono una paziente affetta da Sclerosi Multipla e CCSVI(Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale), nonché presidente di un’Associazione no-profit che segue tutte le malattie neurologiche e vascolari, in particolare quelle menzionate.

In merito alla mia condizione clinica e sociale, sento il dovere di fare alcune specifiche riguardo alle affermazioni del Dr. Gasparri.

In primo luogo se non ci sono evidenze scientifiche “in Italia” è perché la poca informazione ed i preconcetti in merito ne ostacolano il percorso burocratico; nel secondo è bene specificare che le stesse evidenze scientifiche, per tanti altri farmaci, non è detto che assicurino la guarigione delle patologie trattate, né una migliore qualità della vita o un rapporto beneficio/rischio che ne giustifichino i costi e tanto meno un risparmio per lo stato.

Ad oggi in Italia, centinaia di pazienti affetti da malattie varie(Sclerosi Multipla, anoressia, SLA, AIDS, depressione, epilessia, artrite reumatoide, cancro, trattamento post chemio, malattie del dolore e tante altre) acquistano la cannabis all’estero, tramite le ASL di appartenenza, utilizzando i moduli specifici emessi dal Ministero della Salute. Coloro che non trovano un medico disposto ad avviare la pratica indicata, sono costretti a rivolgendosi al mercato nero rischiando l’arresto per curarsi.
In entrambe i casi devono pagarla a proprie spese e tutti traggono benefici importanti nella qualità della propria vita.

La terapia in questione non fa del paziente un drogato, tanto meno ne agevola la condizione fisica attenuandone la coscienza, semplicemente lo fa stare meglio! Per intenderci, io ne ho appena fatto uso e sono nel pieno delle mie facoltà cognitive.

Riguardo alla legalizzazione delle droghe leggere(perché la cannabis rientra in quelle), nulla ha a che vedere con le richieste dei pazienti; ci si ostina a mescolare i discordi per i diversi interessi politici, non certo per la cautela alla salute del malato.

Passando alla “speculazione economica”, di cosa stiamo parlando esattamente?
Forse il Dr. Gasparri non sa che ogni anno, in Italia e precisamente nel centro di ricerche in agricoltura di via Amendola a Rovigo(che tra l’altro rischia la chiusura), si bruciano decine di chilogrammi di cannabis perché ci sono solo le autorizzazioni per studiarla.

Per concludere, pregherei lo stesso Dr.Gasparri di non fare terrorismo psicologico gratuito, ne godiamo già abbondantemente, inoltre uno spinello di marijuana non ha mai ucciso nessuno!
E tanto per essere ancor più chiari, lo spinello ad uso terapeutico è ben diverso da quello fatto per “divertimento”, la differenza sta nelle quantità.
Inoltre, non è detto che per assumere cannabis bisogni per forza fumarla, tanti pazienti lo fanno integrandola in tisane o biscotti.

Nel ringraziare la Regione Toscana per aver dimostrato un’atteggiamento umano oltre che civile, porgo i miei cordiali saluti.

Celeste Covino
Presidente
CCSVI-Campania Onlus

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