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Una nuova concreta speranza per i malati di Sclerosi Multipla

La Sclerosi Multipla (SM) è una malattia infiammatoria e demielinizzante che colpisce il sistema nervoso centrale la cui origine è sconosciuta; essa è certamente la causa più frequente di disabilità nei giovani. A volte sfocia, a distanza variabile di tempo dall’esordio, in una continua progressione che può portare alla disabilità totale. Oggi c’è una nuova concreta speranza per i malati di Sclerosi Multipla che ruota attorno alla ricerca su una nuova patologia definita sindrome da Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale  (sigla CCSVI), una patologia delle vene del collo e del torace scoperta di recente.

La CCSVI è stata individuata dal Prof. Paolo Zamboni, direttore del Centro di Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, e il suo legame con la SM è stato esaminato in uno studio pilota condotto in collaborazione con il Dottor Fabrizio Salvi, neurologo dell’Ospedale Bellaria di  Bologna. Da questi studi (2006-2008) è emerso che la CCSVI si associa alla Sclerosi Multipla. Da allora, numerosi studi scientifici internazionali, svolti con la venografia con catetere, considerata il ‘gold standard’ come tecnica diagnostica, hanno confermato la scoperta di Zamboni rilevando inoltre una presenza di correlazione fra SM e CCSVI dal 90 al 100%. Lo ha evidenziato una recentissima meta-analisi elaborata dall’ISNVD (Società internazionale per le malattie neurovascolari), che ha aver preso in esame 47 studi di 18 paesi.


La CCSVI è una sindrome emodinamica in cui le principali vene cervicali e toraciche che portano il sangue dal cervello verso il cuore (giugulari interne, azygos, emiazygos) presentano restringimenti e malformazioni a causa dei quali rimuovono poco

l restringimenti e le ostruzioni venose della CCSVI aumentano, rispetto al normale, il tempo di deflusso del sangue dal cranio, aumentando l’ipertensione intracranica. L’insufficienza del drenaggio venoso – caratteristico della CCSVI – e il ristagno di sangue tossico a livello cerebrale che ne consegue sembra avere un ruolo nella Sclerosi Multipla, secondo gli studi condotti dal prof. Zamboni e dalla sua equipe, e da numerosi altri studiosi nel mondo.
I restringimenti venosi, però,  possono essere rimossi!! Allargando le vene strette, con un intervento di angioplastica dilatativa – tecnica collaudata da oltre vent’anni nelle arterie e anche nel sistema venoso profondo, riconosciuta dal SSN e dotata di proprio codice specifico ministeriale – il normale circolo venoso può essere ripristinato e, secondo Zamboni e numerosi altri studiosi a livello internazionale, molti dei sintomi della Sclerosi Multipla si attenuano o non progrediscono, e la qualità della vita dei malati migliora. Nessun miracolo, ma una speranza concreta per i malati.

La CCSVI è studiata in tutto il mondo.   Nel 2009  l’Unione Internazionale di Flebologia (UIP) ha inserito la CCSVI fra le malformazioni venose che si sviluppano fra il 3° ed il 5° mese di vita intrauterina avallandone anche la terapia con angioplastica indicata dal prof. Zamboni.  In Italia, nonostante la UIP abbia definito diagnosi è trattamento, la CCSVI non è riconosciuta come malattia.

Il ministero della Salute, in conformità con il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità, raccomanda il trattamento della CCSVI solo all’interno di sperimentazioni cliniche controllate e randomizzate, approvate dai Comitati Etici. Questo significa che, mentre i malati di SM possono essere sottoposti a trattamento di angioplastica dilatativa per la CCSVI solo nell’ambito di sperimentazioni cliniche, gli altri lo possono essere in virtù di una richiesta personale fatta al proprio specialista che decide se l’intervento sia necessario secondo scienza e coscienza.


Per risolvere tutti i dubbi e le sperequazioni, in Italia sta finalmente per partire la sperimentazione clinica Brave Dreams, Sogni Coraggiosi, (acronimo per BRain VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis, sfruttare il drenaggio venoso contro la sclerosi multipla)  guidata dal prof. Zamboni e finanziata dalla Regione Emilia e Romagna. Altre analoghe sperimentazioni sono in atto o ai nastri di partenza nel mondo, a partire da Stati Uniti e Canada. Recentemente, anche il britannico NICE (organismo analogo al nostro Consiglio Superiore di Sanità) si è pronunciato a favore di studi clinici su CCSVI e SM. Questi daranno la risposta definitiva alla scienza e ai malati.

L’Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla – Onlus sarà presente alla 9^ edizione del SANIT nell’area espositiva.

L’Associazione “CCSVI nella Sclerosi Multipla – ONLUS” è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale che intendeincoraggiare, coordinare e sostenere la ricerca rivolta alla prevenzione, diagnosi e cura della Sclerosi Multipla con particolare riferimento alle sue connessioni con l’Insufficienza Venosa Cronica Cerebro – Spinale (CCSVI).  Altro compito che l’associazione si è dato è quello di informare sull’evoluzione della ricerca e delle proposte terapeutiche per la CCSVI. L’Associazione è nata il 9 aprile 2010 e considerando la natura politico e istituzionale della gestione della sanità del nostro paese, opera su due livelli: uno nazionale e uno territoriale.
L’Associazione Nazionale CCSVI nella SM si interfaccia con le istituzioni nazionali ed è portavoce degli interessi di tutti i soci a essa iscritti. Le sezioni territoriali operano a livello locale consentendo il contatto diretto tra i soci e un più vicino rapporto con le problematiche del territorio. Oggi siamo presenti in 11 regioni italiane con 7 associazioni regionali e 4 coordinatori territoriali.

Roma/Bologna, 21 Maggio 2012
Ufficio Stampa CCSVI-SM Onlus
Gisella Pandolfo
Dora Carapellese

About the author

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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