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Damiano: per la pensione dei lavoratori della Scuola serve un nuovo testo di legge

Se i ricorsi verranno vinti il  Governo dovrà ammettere i propri errori

Se la questione dei 65mila esodati sembra essere risolta. Cosa diversa è per i lavoratori della Scuola. A tal riguardo una interessante intervista a Cesare Damiano è riportata su Affari Italiani. Damiano sottolinea come all’interno dei 65mila esodati non sono compresi i lavoratori del comparto scuola, prima di tutto per questioni numeriche ed in secondo luogo per differenze di trattamento economico. Dice Damiano:  “Per ricomprendere i lavoratori della scuola (quelli di quota 96, ndr), bisogna fare un intervento ad hoc che riguardi specificamente tale settore”.

Intanto nei mesi si sono susseguite diverse interrogazioni però non si vede ancora un testo normativo atto a risolvere la questione di lavoratori e personale in forza nelle scuole italiane che sembrerebbe essere arrivato al tempo della pensione, Damiano su Affari Italiani sottolinea: “Io penso che sia la strada giusta tant’è che, per quanto ci riguarda, alla commissione Lavoro della Camera io ho già presentato una proposta di legge che recepisce i due ordini del giorno che approvammo a seguito del Milleprororoghe, proposta di legge che si propone di spostare la data dal 4 al 31 dicembre dei lavoratori che hanno sottoscritto accordi di mobilità e di “ripulire” i due anni successivi al 6 dicembre 2011 entro i quali bisogna maturare il diritto a percepire l’assegno pensionistico. Partendo da questo disegno di legge che io ho proposto – di cui sono primo firmatario e che è stato sottoscritto anche dalle altre forze politiche che sostengono il governo – si possono prevedere ulteriori interventi a favore di quelli che sono rimasti esclusi dallo scalone Fornero, compresi i lavoratori del comparto scuola. Il problema di quei lavoratori, comunque, ci è ben chiaro da tempo e ci impegneremo in tal senso. Si tratta solo di capire in che modo sarà possibile procedere”.


E’ probabile, per Damiano, che si debba attendere ancora, infatti così dice: “o questo governo lascerà in eredità a quello che verrà il compito di rivedere lo scalone di 6 anni introdotto dalla riforma Fornero. Io, da ministro, ho rivisto lo scalone Maroni. Quelli che verranno, se davvero vogliamo mettere in ordine la situazione, saranno costretti a rivedere lo scalone Fornero. Non vedo altre possibilità.”

In merito ai ricorsi, specifica Damiano, che ci saranno dei pronunciamenti, e, probabilmente il Governo dovrà ammettere di aver sbagliato. Per Damiano è necessaria una legge che risolva il problema, infatti così risponde alla domanda del cronista di Affari Italiani

“Io sono favorevole ad una proposta di legge che affronti il problema degli esodati, dei lavoratori in mobilità e dei lavoratori della scuola. Ripeto che ho già presentato una proposta di legge, la 5103, che va in questa direzione e che si propone di allargare la platea definita dal decreto 65.000, proposta che esclude la finestra mobile di un anno e l’aspettativa di vita. Quella proposta, già in esame alla commissione Lavoro, potrebbe essere il veicolo dell’allargamento. Bisogna vedere se conviene utilizzare quel veicolo o se è meglio fare qualcos’altro. Stiamo lavorando in questa direzione. Però le dico, sinceramente, che ci sarà un’opposizione violenta, se non radicale, da parte del governo, perché tutto questo richiederà delle coperture finanziarie significative, ovvero delle risorse miliardarie”.

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