Salute

Sla, nuove frontiere per la tracheotomia, al Monandi intervento chirurgico con breve degenza e formazione

Sla, nuove frontiere per la tracheotomia, al Monandi intervento chirurgico con breve degenza e formazioneSperimentato al Monaldi un nuovo protocollo sanitario, grazie al quale per un intervento di tracheotomia sono bastati soltanto sette giorni di ricovero. La struttura ospedaliera, in collaborazione con la rete assistenziale domiciliare, ha seguito il paziente anche nella fase di preparazione psicologica, svolta prima del ricovero, con il pneumologo Giuseppe Fiorentino, affidando poi agli assistenti, formatisi presso l’ospedale, il periodo post intervento. Il protocollo ha consentito di ridurre la degenza ospedaliera al solo tempo tecnico necessario alla procedura di tracheotomia, riducendo al minimo la possibilità di infezioni e di altre complicanze legate alla patologia.

Beneficiario di questo nuovo protocollo è stato Antonio Tessitore, presidente della sezione Napoli – Caserta dell’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica (Aisla), operato nei giorni scorsi presso il Dipartimento di Fisiopatologia e Riabilitazione Pneumologica del Monaldi, diretto da Mario Caputi.


“La sperimentazione di questo nuovo modello – sottolinea il direttore generale dell’Azienda dei Colli Antonio Giordano – produce due risultati immediati: da un lato, un rilevante risparmio per le casse pubbliche, stando i tempi ridottissimi di degenza; dall’altro, un impatto molto positivo sul paziente, ben presto restituito agli affetti e all’ambiente propri, con la riduzione al minimo delle conseguenze post-operatorie”.
“Visti gli enormi benefici per il paziente e per la collettività – aggiunge Mario Caputi – questa tipologia di percorso assistenziale dovrebbe essere la normalità e non un evento, ma per raggiungere tale obiettivo è necessario, anzi fondamentale, la massima collaborazione delle varie strutture sanitarie che seguono il paziente, oltre che degli assistenti e dei familiari”.
“In Campania è possibile fare buona sanità – dichiara Antonio Tessitore, che si esprime attraverso un comunicatore a tracciamento oculare – e quanto ho sperimentato sulla mia pelle in occasione della tracheotomia conferma che la nostra terra può essere all’avanguardia anche in questo campo: basta un po’ di organizzazione e un po’ di volontà per dare a tanti malati servizi e prestazioni all’altezza di un paese civile. L’auspicio è che questo protocollo sanitario diventi una buona prassi, sposata da tutti gli ospedali campani e del meridione. Mi batterò affinché ciò avvenga”.

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