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Melania Rea: è davvero andata a Roma? Perchè? Nuove bugie o altri misteri?

Melania Rea: è davvero andata a Roma? Perchè? Nuove bugie o altri misteri? Sembra che quando non si hanno notizie rilevanti perché vi sono in corso ancora indagini nuove, qualcuno ritorna a vecchie ipotesi e già superate dagli inquirenti. Che Melania sia stata vista a Roma, davanti alla Procura Militare dal magistrato Paolo Ferraro, potrebbe anche essere. Con chi doveva parlare e di cosa? Melania non aveva un auto con la quale spostarsi, non aveva tempo di andare da sola a Roma, avendo una bambina, avrebbe dovuto lasciarla a qualcuno e quel qualcuno non ha mai detto niente di niente riguardo questa gita a Roma. Ma anche se Melania avesse trovato il modo di andare a Roma, era andata a denunciare quello che aveva scoperto? Che la Perrone era l’amante del marito e voleva che qualcuno “importante”  nell’ambito militare facesse qualcosa affinchè  la soldatessa e il marito smettessero la loro tresca amorosa? E come avrebbe spiegato al marito quel viaggio? Dobbiamo pensare che il Parolisi ha scoperto che Melania stava agendo in modo che finalmente qualcuno intervenisse su quella caserma e ciò che accadeva tra i militari “complici”  di scappatelle e frequentatori di agriturismi trasformati in luoghi di appuntamenti con le soldatesse?  O storie di trans e chissà quale segreto è stato nascosto per anni dentro la caserma Clementi di Ascoli? Tutto puo’ essere, ma non che Melania fosse caduta nella storia di programmi strani e condizionamenti psicologici. Melania non frequentava nessuno tranne quei pochi amici e spesso era dai genitori a Somma Vesuviana, niente strane amicizie né incontri con persone che non appartenessero alla sfera famigliare. Certo è difficile intravedere la limpidezza dove tutto è stato appannato e coperto di bugie, e forse la povera Melania voleva uscirne fuori, visto che per anni era stata sommersa da sporche menzogne, da un marito che oltre lei, aveva un’amante e altre tre soldatesse… ( quelle che sono venute fuori…) In queste condizioni, prima o poi si cade nella palude e si viene inghiottiti!

Riguardo agli attentati incendiari subìti da un Magistrato di Teramo e un ufficiale, se le notizie corrispondono a verità, i quali si occupano del caso Parolisi, hanno tutta la nostra solidarietà, la gente onesta è con loro e si augurano che nessun atto intimidatorio, nessun vile attentato alla serenità d’animo di un pool di Magistrati impegnati nel loro lavoro, possa intimidire chi lavora affinchè sia consegnato alla giustizia il colpevole di Melania e si faccia luce con la VERITA’ su questo caso.

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