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Stalking e ritorsione Le nuove frontiere dei reati contro gli animali

Roma (16 luglio 2012) – Animali uccisi o feriti o maltrattati per intimidazione, ritorsione e vendette anche di natura matrimionale e tra coppie che scoppiano. Nel corso del 2011 sono stati ritrovati parti di circa 500 animali uccise o mutilate a scopo intimidatorio o di estorsione, in particolare teste mozzate di lupo, di cane, di capretto, agnelli incaprettati, volpi impiccate, zampe di cinghiale. Nel 2011 sono stati  inoltre fucilati o strangolati, per ritorsione o intimidazione, 20 cavalli di cui 16 in Sardegna.
La maggior parte di questi fatti sono avvenuti nelle regioni del centro-sud Italia e nelle isole, mentre al nord ed in particolare Veneto (Padova e Venezia), Emilia (Reggio, Ferrara e Modena) e Lombardia (Milano, Varese e Sondrio), ma anche Roma e Massa Carrara imperversa il maltrattamento verso gli animali o il ricatto relativo alla tenuta ed alla gestione degli animali di famiglia nelle liti di fine coppia e di fine matrimonio. Oltre 700 i cani nel 2011 di persone che si sono rivolte al tribunale degli animali di AIDAA per chiedere consulenza legale in merito alla tenuta degli animali di casa quando finisce il rapporto di coppia o si va verso la separazione. Di solito sono i mariti a usare l’arma del ricatto (“non ti faccio vedere più il cane se te ne vai tanto è intestato a me” è la frase puù ricorrente) nel momento in cui la coppia scoppia.
Dei settecento casi arrivati al tribunale degli animali oltre 400 hanno riguardato i cani di casa, e non sempre il cane è stato poi affidato in sede di separazione al marito in quanto l’intestazione non ne garantisce l’esclusivo possesso. Più difficile da gestire la situazione quando ad essere messi in mezzo sono il gatto, il criceto, il canarino (si anche in canarino di casa) o il coniglio di casa, qui tranne una piccola parte di animali microchippati negi altri casi l’uso dell’animale di casa a scopo di ritorsione rischia spesso di finire in liti che vanno avanti per mesi se non per anni.
Da ultimo da segnalare anche una ventina di casi di segnalazione arrivati al tribunale degli animali in cui gli animali venivano utilizzati come motivo di stalking, in particolare da segnalare un caso tutt’ora davanti al tribunale denunciato proprio da AIDAA dove una donna di Sondrio ha portato in giudizio il vicino di casa in quanto con la scusa di fotografare i conigli (che a suo dire davano fastidio) ha invaso la privacy della proprietaria riprendendola dentro le mura di casa. Negli altri casi si trattava prevalentemente di mariti che con la scusa di voler vedere il cane o il gatto di casa in realtà invadevano la privacy delle ex mogli e compagne, in due casi infine sono state ex mogli a usare gli animali per cercare di riavvcinare il marito, in uno di questi casi a Catania la coppia si è effettivamente ricomposta.
Associazione Italiana Difesa Animali Ambiente
per info 3478883546-3926552051
Fonti: Tribunale animali di AIDAA

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