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Andora: il 4 agosto a Palazzo Tagliaferro, convegno su Medicine tradizionali e popoli

Andora: il 4 agosto a Palazzo Tagliaferro, convegno su Medicine tradizionali e popoli intervengono Silvana Castando e Elisa Testa

Andora, un interessante convegno tematico il 04 agosto a partire dallw ore 21.00 presso  Palazzo Tagliaferro, il tema del convegno è Medicine tradizionali e Popoli .

A partecipare al dibattito saranno le naturopate Silvana Castaldo e Elisa Testa che parleranno di alcuni popoli con tradizioni molto antiche, facendo riferimento alle medicine tradizionali che fanno parte di queste culture lontane.

Silvana Castando e Elisa Testa non sono Antropologhe, ma Naturopate e Pranoterapeute, conoscono questo argomento per averlo trattato durante la loro formazione.
Il loro intervento vuole essere un modo per rendere partecipi gli intervenuti di ciò che è alla base della loro attività, senza voler interferire con il lavoro degli studiosi del settore.

Per “Medicine Tradizionali” si intende l’insieme di pratiche terapeutiche presenti da tempo immemore in una cultura. I popoli che ne fanno parte sono rintracciabili in aree geografiche molto precise e hanno saputo tramandare il loro sapere in modo continuativo e senza pause. L’etimologia della parola tradizione è “taro”: trasmettere. Le Medicine Tradizionali, infatti, trasmettono il loro sapere dall’Origine dei tempi, riferendosi alla Tradizione “Primordiale” considerata “Unica” per tutti. La medicina scientifica la ignora e la ritiene empirica, ma la Medicina Tradizionale è l’“Immutabile”, è il “Principio” delle cose.

Le Medicine Tradizionali sono molto antiche e documentabili e si riferiscono a popoli diversi tra loro per cultura e area geografica. Noi in questa sede parleremo del popolo cinese, di quello indiano, celtico, e della medicina “Sciamanica” dell’America centro-meridionale. Ognuno di questi popoli ha trasmesso il proprio sapere attraverso la memoria degli uomini, attraverso le parole scritte, mediante le opere d’arte, l’architettura, la musica, gli oggetti, le usanze, religione e credenze, miti e simboli.

Queste nozioni permettono all’uomo moderno di valutare la differenza che intercorre tra la “Tradizione” che ha “Principi trascendentali”, e la Scienza Moderna, che si avvale della sperimentazione e della ricerca scientifica.

I popoli che fanno parte della Tradizione non divulgavano tutto il loro sapere; molte nozioni restavano segrete per non fare perdere loro il valore intrinseco. Le nozioni che devono restare segrete vengono tramandate attraverso un’iniziazione che avviene su un individuo prescelto in base a delle particolari caratteristiche insite in lui. Per fare un esempio: in alcune tribù africane, gli anziani sono ancora in grado di guarire il tetano utilizzando alcune erbe medicinali, oppure praticando esorcismi. Ma queste persone, che vivono in stretta comunione con la “Natura”, non rivelano le loro conoscenze. Questa particolarità dimostra come nel pensiero Tradizionale dimori la visione dell’uomo in stretta comunione con il Creato.
Per questi Popoli di Tradizione, l’uomo ha un’origine – divina e trascendente – e tutto ciò che esprime attraverso l’utilizzo di simboli, miti, riti, serve per ricercare il “Principio originario”. Qualunque tipo di sollecitazione dei sensi dell’uomo deve pertanto guidare verso il ritrovamento dell’armonia che col tempo è andata distrutta o dimenticata. La nostra realtà occidentale non accetta e non concepisce ciò che è segreto, al contrario di quelle civiltà tradizionali che collocano il segreto nella natura stessa delle cose.

La caratteristica peculiare di queste medicine consiste nella filosofia che riguarda l’interazione tra microcosmo e macrocosmo. L’uomo viene infatti paragonato a un microcosmo all’interno del macrocosmo. L’interazione tra i due avviene tramite l’Energia Vitale presente nel Creato: il Prana per gli Indù, il Tao per i Cinesi, il Pneuma per gli Ellenici. Questo concetto di Energia è presente in tutti i Popoli di Tradizione e può essere chiamato – a seconda dei casi – Prana, Energia Vitale o Soffio Vitale. In ogni caso, esprime sempre il concetto di Creazione e di Energia Primordiale.


Sempre nell’ambito del pensiero tradizionale, la malattia era vista come una situazione di degrado. In esso vigeva il concetto di salute, rappresentato dall’equilibrio come sinonimo di “armonia” e di “benessere”. L’uomo doveva infatti attenersi alle leggi del Creato, se voleva mantenere lo stato di salute. La malattia, di contro, era vista come uno “squilibrio o disarmonia”. Tutte le M. T. sono pregne di una concezione filosofica molto antica; prevedono una terapia di tipo olistico: mente e corpo sono quindi uniti e non si possono scindere. I medici olistici pongono al centro dell’attenzione la persona e considerano la malattia come una manifestazione di debolezza dell’individuo. Con questa concezione dell’individuo, ogni essere umano è unico e dovrà essere valutato in quanto tale. Quindi, l’equilibrio dell’uomo consiste nel corretto rapporto tra mente, corpo e spirito. Prevede la valutazione di tutte le funzioni del corpo umano, nonché il riposo e le svariate attività, i pensieri e le azioni. Nel momento in cui un aspetto prevale sull’altro, si instaura la malattia.

Nelle Medicine Tradizionali emerge la concezione mistico-intuitiva: questa assume un ruolo molto importante, e proprio da qui partono alcuni tra i metodi di guarigione fondati sul simbolismo, sui riti e sulle credenze.

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