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Festival internazionale Time in Jazz XXV edizione: “Fuoco” Berchidda

Anja Lechner (foto Roberto Masotti) s

Con il concerto della Funky Jazz Orkestra a bordo della nave della Sardinia Ferries  in viaggio da Livorno (partenza ore 13) a Golfo Aranci (arrivo previsto alle 19:45), salpa domani (giovedì 9 agosto) la venticinquesima edizione di Time in Jazz.E in serata la violoncellista Anja Lechner di scena a Ozieri (ore 21:30).

Un’intensa settimana di musica (e non solo) in programma fino al 16a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna.
Bill Frisell, Arild Andersen, Omar Sosa, Trilok Gurtu, Hamid Drake,Maria Pia De Vito, Daniele Sepe, fra i protagonisti del festival diretto da Paolo Fresu quest’anno nel segno dell’elemento fuoco.

E’ un’edizione di Time in Jazz dal sapore speciale quella in programma da giovedì 9 fino al 16 agosto: il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nella sua Berchidda (prov. Olbia-Tempio), per l’organizzazione dell’associazione culturale Time in Jazz, spegne infatti le sue prime venticinque candeline. Un traguardo significativo per una manifestazione nata quasi per scommessa nel lontano 1988 e cresciuta, anno dopo anno, fino a diventare uno dei momenti più attesi dell’estate musicale in Sardegna.

Cinque lustri di Time in Jazz, dunque, da salutare in una settimana di musica (e non solo) tutta da seguire tra Berchidda e gli altri centri del nord dell’isola coinvolti in questa edizione: Budoni, Codrongianos, Ittireddu, Mores, Olbia, Oschiri, Ozieri, Pattada, San Pantaleo, Telti, Tempio Pausania, Tula. Una settimana carica di musica, dal mattino alla notte, in luoghi e spazi sempre diversi: la piazza centrale di Berchidda, teatro dei concerti serali, ma anche boschi e chiesette, siti di particolare significato storico o naturalistico, o rappresentativi del tessuto socio-culturale locale.

Fra gli ospiti internazionali, Bill Frisell, Arild Andersen, Omar Sosa, Trilok Gurtu, Hamid Drake, Anja Lechner, Tigran, Marcin Wasilewski, Patrice Heral; fra gli italiani, invece, Maria Pia De Vito, Antonello Salis, Ettore Fioravanti, Daniele Sepe, Paolo Angeli, Gavino Murgia, Raffaele Casarano, oltre allo stesso Paolo Fresu.

Il venticinquesimo Time in Jazz completa anche il ciclo quadriennale che il festival ha voluto dedicare ai quattro elementi primari: così, dopo Acqua, Aria e Terra, questa edizione si presenta all’insegna del Fuoco, leitmotiv di un cartellone in cui oltre alla musica, come sempre, ci sarà spazio anche per le arti visive, il cinema, la danza e varie iniziative di sensibilizzazione ambientale.

Completata la settimana berchiddese, la musica continua con l’ormai immancabile Time in Sassari, il prolungamento di Time in Jazz, quest’anno alla sua sesta edizione, in programma a Sassari, ma con tappe anche a Cheremule, Osilo e Sorso, venerdì 17 e sabato 18 agosto.

Ancora una volta è dunque un cartellone ricco e variegato quello proposto da Time in Jazz grazie al sostegno dell’Unione Europea – Progetto C.A.R.A.S., del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo), del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Assessorato del Turismo, Assessorato della Difesa dell’Ambiente) della Fondazione Banco di Sardegna, del Comune di Berchidda, della Comunità Montana del Monte Acuto e dei Comuni di Budoni, Cheremule, Codrongianos, Ittireddu, Mores, Olbia, Oschiri, Osilo, Ozieri, Pattada, San Pantaleo, Sassari, Sorso, Telti, Tempio Pausania, Tula, con la partecipazione dell’Ente Foreste della Sardegna, della Sardinia Ferries, dell’Ichnusa, della Clarin Italia Tribune, della Novamont, del Banco di Sardegna, di A.S.C.U.N.A.S., dell’Associazione culturale Tradizioni Popolari di Cheremule, della Geasar, dell’Ente Musicale di Nuoro, di I-Jazz, Carovana smi, e con il contributo e la collaborazione di AIPSA Edizioni, Allianz Lloyd Adriatico, Arper, Auto Oggi, Azienda vinicola Castello Monte Acuto, Bar K2, Campeggio Tancaré, Caffetteria della Piazza, Carta Giovani, CIPNES (Consorzio Industriale Provinciale Nord-Est Sardegna – Gallura), Condaghes, Confalonieri, Consorzio Tutela del Vermentino di Gallura, Crasta Nuova Casearia, Distilleria Lucrezio R, Dolci Tradizioni, FAB Autoservizi, Farmacia Mazzocchi, Friends Bar, Ilisso, Il Maestrale, Il Menù di Elia Saba, Jazz Pub, Koiné, La Fumosa Vivaistica, MAX 88, Medtravel, Meridiana, Mereu Motori, Museo del Vino, Novamont, Nuova Casearia, Ondulor, Pensieri Floreali, Pianezzi Francesco S.n.c., Pincar, Rasenti, Rau Arte Dolciaria, Ristorante Saccargia, Royal pizzeria, RR Orafi, Sardatransport, Secauto, Su Senabrinu, Tecnografica Turritana, 2P Market.

Al via giovedì 9 agosto
Ancora un volta il festival salpa le ancore con un concerto a bordo di una nave della Sardinia Ferries in viaggio dal “continente” alla Sardegna: un evento reso possibile per il settimo anno consecutivo grazie alla collaborazione della Compagnia delle navi gialle. Giovedì (9 agosto), ad accompagnare in musica la traversata del Tirreno da Livorno (partenza ore 13) al porto sardo di Golfo Aranci (arrivo ore 19.45), è la Funky Jazz Orkestra, nuovissima formazione berchiddese diretta dal trombettista Antonio Meloni, con un repertorio che varia dallo swing al blues, al funky, passando attraverso originali arrangiamenti di colonne sonore e di brani di musica leggera.

Il primo appuntamento del festival in terra ferma, invece, è alle 21:30 a Ozieri: protagonista solitaria, in piazza San Francesco, Anja Lechner, l’eclettica violoncellista tedesca capace di spaziare dai campi della musica classica a quelli dell’improvvisazione, come dimostra il suo bagaglio di collaborazioni con musicisti di diversi ambiti operativi come Vassilis Tasbropoulos, Dino Saluzzi, François Cuturier e Maria Pia De Vito.

Venerdì si comincia all’alba
La seconda giornata – venerdì 10 – si apre con un evento che mancava da un paio d’anni dal cartellone di Time in Jazz: il concerto all’alba sul Monte Limbara. Nel Giardino delle Farfalle, il compito di salutare il sole che sorge (ore 5:45), spetterà a un altro musicista dalle solide basi classiche ma votato al jazz: il giovanissimo (appena ventunenne) pianista Enrico Zanisi.

Dai graniti del Limbara a quelli di San Pantaleo, “new entry” nel circuito del festival: a mezzogiorno Time in Jazz fa tappa nel paese a una ventina di chilometri da Olbia per dar fuoco ai fornelli del Food Sound System, spettacolo multimediale del “gastrofilosofo” Donpasta (al secolo Daniele di Michele), con Raffaele Casarano (sax, elettronica) e Marco Bardoscia (basso, effetti), in cui si mescolano cucina, musica, racconto popolare e immagini.

In serata, alle 21, la bellissima basilica romanica di Saccargia, nei pressi di Codrongianos, fa invece da cornice a “Lingue di fuoco”, concerto/spettacolo della vocalist-performer Monica Demuru e del percussionista Cristiano Calcagnile, ovvero il Blastula – Scarno duo, qui ampliato dalla presenza del chitarrista Gabrio Baldacci: un percorso attraverso le canzoni di grandi interpreti femminili dalle voci straordinarie, da Bessie Smith a Elis Regina, da Joni Mitchell, a Bjork e a Maria Carta, da Cassandra Wilson a Patti Smith.

Sabato 11
Dall’incontro-scontro fra tradizione popolare e avanguardia extra-colta nasce la “chitarra sarda preparata”, lo strumento-simbolo di Paolo Angeli, protagonista del solo che apre il palinsesto di sabato 11 (ore 11) nel suggestivo contesto del santuario di Madonna di Castro, nella campagna di Oschiri: uno strumento orchestra a 18 corde – un ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria – dotato di martelletti, pedaliere, eliche a passo variabile, con cui il musicista sardo di Palau rielabora, improvvisa e compone una musica inclassificabile, sospesa tra free jazz, folk noise e pop minimale.

Nel pomeriggio (ore 18) ritorna in scena la Funky Jazz Orkestra, attesa a Pattada nella chiesa di San Giovanni. Poi, in serata, Time in Jazz approda finalmente a Berchidda per un doppio appuntamento al Laber, ovvero l’ex-caseificio in fase di riconversione in centro di produzione per lo spettacolo, gestito dall’associazione culturale Time in Jazz.

Alle 21:30 riflettori puntati sul quintetto di Ettore Fioravanti (Marcello Allulli al sax, Marco Bonini alle chitarre, Enrico Zanisi al pianoforte e Fancesco Ponticelli al contrabbasso) alle prese con il repertorio di “Le vie del pane e del fuoco”, il nono disco firmato dal batterista romano. Fioravanti è anche uno dei docenti storici del Seminario Nuoro Jazz, una delle iniziative più accreditate nel panorama della didattica jazzistica. E proprio dai corsi che si tengono ogni estate dal 1989 nel capoluogo barbaricino nasce Six in the city, il sestetto composto dai migliori allievi della scorsa edizione (Elena Urru: voce; Elias Lapia: sax; Giovanni Scotta: piano; Simone Albanese: chitarra; Sabrina Damiani: contrabbasso; Edoardo Luparello: batteria), cui spetta il compito di chiudere la serata.

La quarta giornata del festival – domenica 12 – porta per la prima volta Time in Jazz a Budoni, centro costiero a 35 chilometri da Olbia, per il piano solo (alle 11 nella pineta di Sant’Anna) di uno dei protagonisti della scena jazz polacca, Marcin Wasilewski.

Nel pomeriggio (ore 18), il vulcano spento vicino a Ittireddu è l’inconsueto scenario del concerto di Maria Pia De Vito e Patrice Heral: un felice e duraturo incontro artistico quello fra la cantante napoletana e il percussionista francese, ben testimoniato, già una decina d’anni fa, dalle tracce dell’album “Tumulti”.

Da domenica 12 i concerti serali in piazza del Popolo
In serata, alle 21:30 si accendono per la prima volta i riflettori sul grande palco in piazza del Popolo, a Berchidda, per illuminare uno dei nomi di punta di questa edizione di Time in Jazz: Bill Frisell. Alla testa di un quartetto con Greg Leisz alla steel guitar e al mandolino, Tony Scherr al basso e Kenny Wollesen alla batteria, il chitarrista di Baltimora presenta il materiale del suo ultimo album,”All We Are Saying”, un riuscito tributo a John Lennon attraverso una personale rilettura di brani come “Across the Universe”, “In My Life”, “Revolution”, “Come Together, “Give Peace a Chance” e, naturalmente, “Imagine”.

A mezzanotte, altri suoni e atmosfere in piazza Funtana Inzas con la banda del paese, la “Bernardo De Muro”, diretta da Luciano Demuru.

Epicentro del festival, piazza del Popolo ospiterà ogni sera un doppio set. Lunedì 13 apre (ore 21:30) il trio del giovane pianista armeno (classe 1987) Tigran Hamasyan, con Sylvain Romano al basso e Jeff Ballard alla batteria. A seguire (ore 23 circa), il quintetto di Arild Andersen: figura di primo piano sulla scena jazzistica europea fin dai primi anni Settanta, quando suonava (dal 1967 al 1973) nel quartetto di Jan Garbarek, il contrabbassista norvegese si propone a Berchidda con una formazione internazionale composta dal sassofonista scozzese Tommy Smith, dal pianista polacco Marcin Wasilewski, dal francese Patrice Heral alla batteria e da Paolo Fresu alla tromba.

Suoni e suggestioni visive in apertura di serata, martedì 14, con il “Roden Crater Project” di Maria Pia De Vito, un concerto ispirato all’omonimo “land-formed work” di James Turrell, una grandiosa opera allestita all’interno del cono di un vulcano estinto nel Painted Desert dell’Arizona, alla quale l’artista americano sta lavorando da più di trent’anni. Con la cantante napoletana, un organico che accanto a Huw Warren (piano), Maurizio Giri (digital design, laptop), Anja Lechner (violoncello), Michele Rabbia (percussion, digital design) e Eivind Aarset (chitarre, elettronica) vede in azione il video-artista Carmine Masiello aka Vj Klein.

Tre voci musicali uniche e differenti insieme per un trio speciale che combina elementi musicali tradizionali e moderni, provenienti da India, Italia e Cuba: si presenta così il set che chiude la serata di martedì. Protagonista un trio di musicisti accomunati dalla stessa predilezione a espandere i confini musicali e esplorare nuove culture: Paolo Fresu (tromba e flicorno), il pianista cubano Omar Sosa e il percussionista indiano Trilok Gurtu, ognuno impegnato a portare in dote al concerto un proprio brano scritto ad hoc sul tema del fuoco.

La sera di ferragosto, l’ultima in piazza del Popolo, per consuetudine è a due facce. Si comincia (sempre alle 21:30) con il “Giornale di bordo”, frutto dell’incontro fra tre musicisti sardi, il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, il chitarrista Paolo Angeli, e il sassofonista Gavino Murgia, con il batterista americano Hamid Drake: un progetto nato in occasione dell’European Jazz Expo di Cagliari nel 2008 e poi fissato sulle tracce dell’omonimo disco pubblicato dalla S’Ardmusic.

Liberata la piazza da sedie e transenne, e aperta al pubblico non pagante, la seconda parte della serata, invece, è tradizionalmente dedicata alla festa finale: sul palco quest’anno sale Daniele Sepe con la Vesuvian Magmatic Orchestra, un nome che evoca il calderone di suoni e culture da sempre proprio della musica partenopea. Insieme al sassofonista napoletano, la cantante Floriana Cangiano, Flori N Barbu alla chitarra acustica, Marzouk Mejiri alle percussioni, Franco Giacoia alla chitarra elettrica, Tommy De Paola alle tastiere, Salvatore Brancaccio al basso e Daniele Chiantese alla batteria.

Gli altri concerti
Come sempre molti dei protagonisti delle serate in piazza del Popolo saranno al centro anche dei concerti del mattino e pomeridiani in programma nei dintorni di Berchidda e delle altre località toccate dal festival. Reduce dall’esibizione della sera prima a Berchidda, Bill Frisell è atteso lunedì mattina (ore 11) a Telti, nello spazio dell’Ex-arsenale militare, stavolta in duo con il batterista Kenny Wollesen.

Curraggia è la collina alle porte di Tempio Pausania dove, nel luglio del 1983, un terribile incendio doloso uccise nove persone fra quanti tentavano di domarlo. Qui alle 18, nel ricordo di quella tragica vicenda, Time in Jazz ambienta quella che si candida a essere una delle pagine più intense del festival: “Il salto, la lingua, la mano”, musiche di Paolo Fresu e Trilok Gurtu con letture scelte affidate all’attore Alessandro Haber. Per non dimenticare un passato che non deve ritornare.

Due piano solo caratterizzano la giornata di martedì 14: a Mores, alle 11, è di scena Tigran, nella Chiesa di Santa Lucia; a Tula, nel pomeriggio (ore 18), è la volta invece di Antonello Salis nel Parco eolico “Sa Turrina manna”.

La mattina di Ferragosto il festival fa base come ogni anno nei pressi della chiesetta di San Michele, nella campagna fuori Berchidda. A precedere l’immancabile pranzo a base di piatti tipici della cucina locale, Paolo Fresu e Omar Sosa proporranno il repertorio di “Alma”, il cd pubblicato a metà febbraio dalla Tuk Music, la casa discografica fondata dallo stesso Fresu: un disco lirico e denso di emozioni con la sua riuscita miscela di jazz, musica cubana, Africa e world.

Poi, nel pomeriggio (ore 18), nella vicina chiesa di Santa Caterina, immancabile appuntamento con la Gara di poesia improvvisata, quest’anno da giocarsi, ovviamente, sul tema del Fuoco: protagonisti i poeti improvvisatori Bruno Agus di Gairo e Salvatore Scanu di Ozieri, accompagnati dal coro a tenore di Ula Tirso.

La giornata del 16 agosto si apre al Museo del Vino di Berchidda con un aperitivo in musica, che intorno a mezzogiorno, vedrà protagonista il Mudras 4tet (inizialmente annunciato in cartellone a Time in Sassari), formazione in cui si riconoscono volti noti della scena jazzistica sarda: il trombettista Giovanni Sanna Passino, il pianista Mariano Tedde, il contrabbassista Salvatore Maltana e Massimo Russino alla batteria.

Infine, nel pomeriggio (alle 18), appuntamento a Olbia all’Aeroporto Costa Smeralda con la Funky Jazz Orkestra, per un simbolico “Arrivederci” in terra sarda, al prossimo Time in Jazz.

Annullato, invece, il concerto in duo di Antonello Salis e Paolo Fresu, previsto per la tarda serata al Castello di Pedres, nei pressi di Olbia. L’appuntamento rientrava in un più ampio cartellone, ideato da Time in Jazz su invito della Provincia Olbia-Tempio: un progetto articolato in quattro concerti per una partnership che doveva coinvolgere due manifestazioni, il festival Time in Jazz e “Una sera a…”, voluto dalla Provincia Olbia-Tempio per promuovere alcuni tra i più importanti monumenti del territorio. L’assenza però di una conferma formale dell’impegno assunto da parte della Provincia ha spinto l’associazione Time in Jazz a cancellare l’esibizione di Antonello Salis e Paolo Fresu e gli altri concerti previsti.

La musica continua ogni notte al Centro Laber
Dopo i concerti serali in piazza del Popolo, Time in Jazz prosegue ogni notte al Centro Laber con dj set e musica dal vivo. Selezionate attraverso il secondo concorso “Time Out!”, appositamente bandito lo scorso gennaio e che ha visto la partecipazione di ben settanta band da tutta Italia, si avvicenderanno quattro formazioni (tutte sarde) in altrettante serate. Aprono la serie, domenica 12, i cagliaritani L’Armeria dei Briganti con la loro miscela di swing, canzone d’autore e jazz manouche; lunedì 13 spazio ai Rodeo Clown, collaudata band sassarese punk/rock/surf, sulle scene dal 1996 e con ben nove album all’attivo; da Sassari, la sera dopo, arrivano anche i Ludus in Krapula col loro carico di sonorità ska, rocksteady e 2tone; a seguire, fuori concorso, l’esibizione della band berchiddese Utopia con un tributo ai 25 anni del festival. Per il dopofestival di ferragosto, infine, sarà il turno del King HowlQuartet, una formazione che interpreta il blues incorporando gli stili dello stoner rock, del funk, dell’hardcore punk, della psichedelia. Dopo le esibizioni dal vivo, la musica al jazz club continuerà ogni notte fino a tarda ora con un diverso dj set; di scena quattro nuovi talenti della console, anche loro scelti tramite una selezione ad hoc, la “DJ Laber competition” che si è tenuta lo scorso maggio. Domenica tiene banco l’enfant du pays DJ LOST, seguito dai compaesani MOOD e Tiefereth, in pista rispettivamente lunedì 13 e martedì 14, mentre la notte del 15 chiude i giochi Dj Renton.

P.A.V. – Progetto arti visive
Intorno al tema di questa edizione del festival, “Fuoco”, si articola anche la rassegna del P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, che da quindici anni affianca la parte musicale di Time in Jazz, aprendo una finestra sull’arte contemporanea nazionale ed internazionale. Numerosi gli eventi espositivi in programma per proporre una visione contemporanea, multiforme e trasversale del concetto di fuoco, interpretato dai numerosi artisti invitati, con i tanti linguaggi della sperimentazione visiva: dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia, al video e alla performance.

La consueta rassegna dedicata alla sperimentazione contemporanea nazionale ed internazionale è curata quest’anno da Valerio Dehò: la mostra, intitolata Firewall, riunisce i lavori di quindici artisti attorno al tema del fuoco come elemento sacrale e salvifico per l’uomo. Limite, soglia, linea di demarcazione che, sin da tempi remoti, distingue e protegge l’essere umano da ciò che è altro, da ciò che è sconosciuto, dalla Natura avversa, violenta, aggressiva. In mostra le opere di Giovanni Albanese, Aurelio Amendola, Francesco Arena, Pilar Cossio, Aron Demetz, Daniele Gilardi, Raymond Hains, David LaChapelle, Emanuele Lo Cascio, Maria Elisabetta Novello, Nunzio, Claudio Parmiggiani, Eleonora Rossi, Antonio Riello, Arianna Vanini.

Nello specchio di Prometeo, progetto curatoriale di Giannella Demuro, offre uno spaccato rappresentativo e variegato della sperimentazione visiva in Sardegna. Il tema del fuoco, sussurrato o prepotentemente esibito, traccia una linea densa in cui si raggrumano molteplici ipotesi di senso. Le opere di Az.Namusn.Art, Alessandro Biggio, Leonardo Boscani, Francesco Casu, Le Industrie Invisibili, Pietro Mele, Narcisa Monni, Nero Project, Nextime, Pastorello, Flavio Piras, Mario Pischedda, Giovanna Salis, Matteo Sanna, Marcello Scalas, Stefano Serusi, Danilo Sini, Giorgio Urgeghe, Y Liver, costruiscono visioni di vita e di morte, di passioni e indifferenze, accendono fuochi che divampano negli occhi e nelle coscienze, che attraversano le ombre in cerca della luce.

Marco Senaldi, con Fuori fuoco, impernia la riflessione sul concetto di “sfocato”, presentando al pubblico una selezione di video e film sperimentali accomunati dall’uso dello sfocato. La mostra ripercorre quasi cento anni di storia della cinematografia, dalle prime sperimentazioni futuriste alle più recenti videoproduzioni, attraverso i lavori di Anton Giulio Bragaglia, Man Ray, Orson Welles, Stan Brackhage, Tony Conrad, Ken Jacobs, Paolo Gioli, Douglas Gordon, Harun Farocki, Paolo Meoni.

Nella mostra Passion Fruit, curata da Ivo Serafino Fenu, gli artisti Franco Casu, Marianna di Palma, Matteo Farolfi, Massimo Festi, Nicola Mette, Progetto ASKOS (Chiara Schirru e Michele Mereu), Francesca Randi, Pietro Sedda, Gianfranco Setzu, Alberto Spada, partendo dall’esperienza mistica vissuta da Santa Teresa d’Avila, ritratta dal Bernini nell’omonima Estasi, in bilico tra misticismo ed erotismo, “indagano i territori di confine nei quali brucia il fuoco raccontato dalla santa nella sua autobiografia; territori ove il sacro si è trasformato in un seduttivo bacino iconografico, mentre la passione vive di surrogati e di sempre più labirintici percorsi mentali; territori di desideri inevasi a fronte della ben più pregnante esperienza spirituale e carnale della santa spagnola.”

Ancora, in programma I Mangiafuoco – Fight the Fire with Fire. Con questa doppia citazione, che slitta con grande naturalezza da Pinocchio ad una canzone anni Ottanta dei Metallica, la curatrice Sonia Borsato introduce i lavori di Pasquale Bassu, Johnny Eroe, Sergio Fronteddu, Vincenzo Grosso, Stefano Marongiu, Vincenzo Pattusi, un eterogeneo gruppo che nel cuore di Nuoro ha posto a elezione la propria fucina creativa, che conta sei membri ufficiali, ma che è in realtà aperta, anzi, spalancata a collaborazioni esterne, visite, incursioni. I sei artisti in mostra hanno scelto di intrecciare vite e arte e di costruire il contemporaneo attraverso il fuoco dello scambio artistico e della creazione condivisa.

Fuoritema (Stefania Casula, Erik Chevalier, Luca De Melis, Alessandro Di Naro, Augusto Murgia, Fabrizio Saddi, Luisa Siddi, Valentina Siddi, Alessandra Spano) è un progetto editoriale. Periodico di fotogiornalismo, completamente autoprodotto, sceglie un punto di vista il più vicino possibile alle vicende che racconta, a volte una vera e propria soggettiva. Le storie sono frutto di un lavoro collettivo e nessun pezzo è firmato. Per questa edizione del festival, il collettivo presenta L’ultimo spenga l’incendio, una selezione di scatti in cui non divampano le fiamme, ma si intravedono gli esiti di passati incendi e le promesse di fuochi futuri. Ed è proprio al futuro che è dedicato il nuovo numero che sarà presentato in anteprima durante il festival.

Accanto alle mostre che indagano il mondo della sperimentazione visiva contemporanea, anche quest’anno il PAV dedica una sezione specifica delle sue iniziative alla fotografia. Gli scatti di Massimo Schuster, della mostra Sguardi di Terra, compongono un resoconto un po’ particolare della passata edizione del Time in Jazz: una carrellata dei volti, degli sguardi, dei gesti, dei sorrisi di chi nel 2011 c’era. Scatti rubati a chi il festival lo fa, musicisti e staff, e a chi vive il Time in Jazz dall’altra parte del palco, il suo fedelissimo pubblico. Le fotografie, stampate su grande formato, saranno disseminate per le vie di Berchidda, lasciando al pubblico il gusto di scoprire le fotografie di Schuster negli angoli del paese.

L’Italia del Jazz è la mostra fotografica itinerante, con testi critici di Filippo Bianchi, che Time in Jazz ha prodotto in collaborazione con i-jazz, l’associazione nazionale costituita nel 2008, che riunisce i più seguiti e conosciuti festival jazz italiani. Pensata per accompagnare il pubblico, scatto dopo scatto, in un viaggio fotografico, dal nord al sud, per i festival che si svolgono in Italia, la mostra è un ritratto del Bel Paese attraverso la gente che fa, ama e segue il jazz. In coproduzione con CAM, Iseo Jazz, Itinerari Jazz Trento, Jazz Network Emilia Romagna, Musica Oggi Milano, Novara Jazz, Pomigliano Jazz, Rumori Mediterranei, Siena Jazz, TAM Tutta un’Altra Musica, Toscana Music Pool, Una striscia di terra feconda, Vicenza Jazz.

Anche 24+1 è un viaggio per immagini. Si tratta di un’esposizione che ripercorre e documenta le edizioni passate di Time in Jazz, viste attraverso lo sguardo del suo pubblico: saranno esposti i 24 scatti più significativi, uno per ogni edizione, a partire dal 1988, scelti tra le fotografie che gli spettatori del festival hanno realizzato sino allo scorso anno. Il “+ 1” sarà invece una delle foto di apertura del venticinquesimo compleanno di Time in Jazz, che sarà aggiunta alla mostra in corso d’opera.

Accanto ai progetti espositivi riuniti al Centro Laber, il PAV anche quest’anno presenta Lavori in corso, una serie di interventi urbani, performance e progetti “site specific”, in giro per Berchidda, progettati da alcuni degli artisti presenti in mostra.

Come di consueto, alcuni artisti saranno presenti anche sul palco di piazza del Popolo con Arte tra le note, scenografie d’artista realizzate appositamente per i concerti serali del Festival.

Visitabile in permanenza, inoltre, il progetto stabile del PAV Semida, il Museo di arte ambientale, con le opere di Clara Bonfiglio, Giovanni Campus, Bruno Petretto, Pinuccio Sciola e Monica Solinas, nato nello splendido scenario del Demanio Forestale del Monte Limbara in collaborazione con il Comune di Berchidda e l’Ente Foreste Sardegna.

Tutte le mostre potranno essere visitate da mezzogiorno all’una del mattino con orario continuato.

Cinema, danza e altri eventi
Al programma musicale del festival si affianca anche la consueta rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu, anch’essa incentrata sul tema portante del Fuoco. Fiore all’occhiello della programmazione sarà l’omaggio al grande regista Vittorio De Seta, recentemente scomparso: in linea con il fil rouge che percorre tutto il festival, sarà proiettato il suo documentario del 1954 “Isole di Fuoco”, ambientato nelle isole Eolie e premiato al Festival di Cannes del 1955. Si renderà omaggio anche al film muto con “La Divina Commedia. Inferno”, pellicola del primo decennio del Novecento, nella versione recentemente restaurata dalla Cineteca di Bologna e sonorizzata in maniera suggestiva da Edison Studio.

Si spazierà poi tra i documentari d’autore sui fondali vulcanici di Panarea e sull’incendio del cinema Statuto di Torino, fino ad arrivare alla video-arte con il documentario sull’installazione artistica “Scultura di fuoco” di Paolo Buggiani.

Non solo musica, dunque, a Berchidda; come di consueto sarà dedicato ampio spazio anche alle presentazioni editoriali: dal 12 al 15 agosto (alle 12) gli autori Vindice Lecis, Claudio Loi, Giulio Angioni e la casa editrice Papiros incontreranno il pubblico del festival in alcuni caffè al centro del paese per illustrare le loro pubblicazioni più recenti.

Al Museo del Vino, la mattina del 16 agosto (sempre alle 12), sarà dedicata alla presentazione di due lavori che illustrano il tour dei “50! anni suonati” con cui Paolo Fresu ha festeggiato i suoi cinquant’anni: “In Sardegna. Un viaggio musicale” (uscito per Feltrinelli lo scorso giugno) in cui il trombettista racconta, come in un diario di bordo, emozioni, luoghi e personaggi incontrati durante l’impresa; gli stessi che si ritrovano anche in “Paolo Fresu, 50 suonati”, viaggio in Sardegna con Paolo Fresu nel diario fotografico di Gianfranco Mura (corredato da DVD) edito a luglio da Ilisso.

Nell’ambito del progetto “Edicolando”, anche quest’anno Time in Jazz ha attivato una serie di media-partnership con alcune importanti riviste di musica, magazine e portali web di arti visive, cultura contemporanea o che hanno come tema l’ambiente, l’eco-sostenibilità, il riciclaggio; Jazzit, Il Giornale della musica, Artribune, Il Giornale dell’Arte, Insideart, Tafter, Altreconomia, Eco-news, Marraiafura, VAS – Verdi ambiente e società, saranno disponibili presso lo spazio bookshop, per venire incontro alle esigenze del pubblico del festival.

Dopo il successo delle scorse edizioni ritorna Flavio Soriga con “Il cuore dei jazzisti’ – Cronistoria giornaliera semidelirante del Festival e dei suoi dintorni”, un vero e proprio “diario di bordo”, in cui ogni sera, fra un set e l’altro, lo scrittore sardo racconta, dal palco di Piazza del Popolo, fatti, personaggi e curiosità del festival dal suo arguto punto di vista.

Spazio anche per la danza contemporanea, con “La Danza in luce”, laboratori di improvvisazione e composizione curati dalla coreografa Ornella D’Agostino, che già da tre anni, in collaborazione con l’associazione Carovana S.m.i., ha intrapreso con Time in Jazz un percorso di ricerca dedicato all’interazione tra il corpo e gli elementi naturali. Il programma comprende due laboratori che si svolgeranno dal 10 al 15 agosto: il primo, rivolto ad artisti che abbiano già esperienza performativa, è finalizzato alla produzione di performance e installazioni sul tema “fuoco” da presentarsi durante il festival. Il secondo è rivolto invece a chi fosse interessato a esplorare creativamente il tema del festival. (Per maggiori informazioni: Carovana S.M.I. tel. Fax 070684810/cell.3393537727/ email: carovana@tiscali.it).

Green Jazz
Anche in questa edizione, Time in Jazz rinnova l’impegno a favore dell’ambiente attraverso Green Jazz, il progetto che dal 2008 dà voce ai temi del risparmio energetico, dell’uso delle energie rinnovabili, della differenziazione dei rifiuti, mirando in particolare a ridurre l’impatto del festival sul territorio e a promuovere una serie di iniziative volte a tutelare un patrimonio naturale e culturale di inestimabile valore. Green Jazz 2012, si avvale del contributo dell’Assessorato Regionale della difesa dell’Ambiente, ed è stato finanziato nell’ambito del POR Sardegna, FESR 2007-2013, grazie al quale è stato possibile inaugurare nuovi progetti e proseguire le iniziative già avviate negli anni precedenti.

Accanto al Green Point, un apposito stand dedicato ai progetti e ai partner “verdi” del Festival, e le Isole ecologiche, spazi dedicati alla raccolta differenziata allestiti nei luoghi del Festival, ritornano quest’anno i progetti di Musica a pedali e Motori a strappo, che puntano alla riduzione delle emissioni prodotte dalle automobili proponendo pedalate e car-pooling per raggiungere le sedi dei concerti fuori paese, in partnership con il portale Passaggio Sardegna; Acqua dalla Rete, fontanelle alimentate dalla rete idrica comunale, messe a disposizione gratuitamente per ridurre il consumo di bottiglie di plastica; Green Bed, campagna di sensibilizzazione per il risparmio di acqua e corrente elettrica negli alberghi e altri luoghi di accoglienza, e Porta la Sporta, la campagna contro l’usa e getta, promossa dall’Associazione Comuni Virtuosi, che propone la filosofia comportamentale delle 4 “r” – Rifiuta, Riduci, Riusa, Ricicla – in alternativa all’uso indiscriminato di sacchetti di plastica o altro materiale, anche biodegradabile, destinati a inquinare per secoli. Per sostenere l’iniziativa, Time in Jazz, in collaborazione con Tecnografica Turritana, regala una sportina riutilizzabile a chi farà acquisti nel merchandising del Festival.

Grazie a una stretta collaborazione con la Novamont, detentrice del marchio Mater-Bi®, prosegue anche Tutti bio per Terra, il progetto che prevede l’utilizzo di stoviglie in materiali alternativi completamente biodegradabili e compostabili per la mensa del Festival, progetto esteso quest’anno a tutto il paese, grazie alla partecipazione dei bar, del campeggio e dei ristoratori locali. Stoviglie, detergenti biodegradabili e un’attenta raccolta differenziata anche per il tradizionale pranzo campestre del 15 agosto, nel progetto Una tavola in verde, realizzato in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente della Provincia Olbia-Tempio e l’Emporio di prodotti naturali Mariposa.

Non solo “contenitori” ma anche “contenuti” a Time in Jazz, manifestazione attenta al territorio e alle sue eccellenze, con i prodotti alimentari biologici locali. Alla mensa del Festival, infatti, verranno serviti pasta, frutta, verdura e carni provenienti dal Nord Sardegna, in gran parte con “certificazione biologica”. Tra questi prodotti anche le paste della tradizione isolana, marchiate “Semenadura”, il progetto di filiera corta del grano duro portato avanti dalle Agenzie LAORE e AGRIS nell’ambito del Programma Sementiero Regionale. Si sviluppa nella stessa direzione, grazie alla partecipazione e collaborazione del Museo del Vino di Berchidda, anche L’orto di Time in Jazz, studio pratico di orto sinergico in previsione di un consumo festivaliero di prodotti orticoli a “chilometro zero”.

Alla collaborazione con l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna, partner della gran parte dei progetti “verdi” del 2012, si deve la realizzazione di un carrello fotovoltaico permanente per l’alimentazione alternativa dei concerti esterni, con il quale prosegue Light for Music, il progetto avviato quattro anni fa nei teatri dei concerti all’aperto e nelle chiese campestri del territorio, luoghi generalmente privi di corrente elettrica.

Per avvicinare le nuove generazioni alla “cultura dell’ambiente”, saranno inoltre realizzati un laboratorio didattico per bambini sulle tematiche ambientali e sui danni provocati dagli incendi, in collaborazione con L’Ente Foreste della Sardegna, e un Laboratorio di comunicazione ed espressione creativa, curato dal Collettivo L’Apostrofo e dall’Associazione WalkingclassFactory Lab, in cui i bambini saranno coinvolti nella progettazione e realizzazione di un’installazione artistica e di una performance sul tema del fuoco, attraverso i linguaggi della musica e dell’espressione corporea e visiva.

Nell’ambito della riduzione dell’impatto ambientale del festival sul territorio, sarà effettuato un monitoraggio secondo il metodo del Life Cycle Assessment (LCA) o “analisi del ciclo di vita”, che valuta l’interazione dell’evento, in tutte le sue componenti, con l’ambiente e il territorio. Una partnership con l’associazione Aregai – Terre di Benessere, consentirà inoltre una valutazione della sostenibilità del festival secondo i valori definiti dal sistema LICET, acronimo di Legame con il territorio, Innovazione, Competitività, Ecosistema, Tutela; in questo modo, attraverso una maggiore consapevolezza, si creano le basi per rendere il festival sempre più eco-compatibile e in armonia col territorio che lo ospita.

Un importante riconoscimento all’impegno di Time in Jazz sul fronte della sostenibilità arriverà anche da parte del Ministero dell’Ambiente, che ha concesso il suo patrocinio per il progetto Sas Chejas Foranas del 15 agosto, dove si terrà una conferenza sui temi ambientali legati all’elemento fuoco, tenuta da Giuseppe Delogu del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, accanto ai consueti incontri con poeti e musicisti.

E la musica continua con Time in Sassari il 17 e il 18 agosto
Calato il sipario su Berchidda, il 17 e il 18 agosto si rinnova anche l’appuntamento con Time in Sassari, la consueta appendice di Time in Jazz, che quest’anno, giunta alla sua sesta edizione, farà tappa anche a Cheremule, Osilo eSorso.

Sassari sarà come sempre il centro della manifestazione, con due concerti in piazza Tola: nel primo, venerdì 17 (ore 21.00), terrà banco la vulcanica Vesuvian Magmatic Orchestra di Daniele Sepe, reduce dalla sua esibizione a Berchidda per la festa finale. Già protagonisti a Berchidda la stessa sera di Ferragosto, sabato 18 tornano invece al centro dei riflettori il piano e la fisarmonica di Antonello Salis, il sax di Gavino Murgia, la chitarra di Paolo Angeli e le percussioni di Hamid Drake, riuniti sotto l’insegna di “Giornale di bordo”.

Tre tappe fuori città per Time in Sassari: la prima, nel pomeriggio del 17 (ore 18) al Lavatoio comunale di Sorso, vedrà ancora in scena Antonello Salis e Paolo Angeli, ma in questa occasione in duo.

Sabato 18, invece, la giornata si apre a Osilo, a Sa Funtanedda (ore 11), con il duo “MirraDrake”, formato dall’americano Hamid Drake alla batteria e da Pasquale Mirra al vibrafono: un incontro musicale all’insegna dell’interscambio e dell’alchimia compositiva, un viaggio sonoro tra melodie sospese, a tratti ipnotiche, che uniscono le pulsazioni dei tamburi con l’eclettismo del vibrafono.

Il terzo appuntamento “extra moenia”, sempre sabato 18 ma nel tardo pomeriggio (ore 18), è infine nell’area archeologica di Museddu, nei pressi di Cheremule: protagonista di nuovo Daniele Sepe, stavolta in trio.

Biglietti e abbonamenti

Come sempre a Time in Jazz, l’ingresso è a pagamento per i concerti serali che si tengono in piazza del Popolo. ll biglietto intero in platea costa 23 euro, il ridotto 20; si pagano invece 18 euro per un posto in tribuna, ridotto a 15 (più diritti di prevendita). Prezzi quasi dimezzati, com’è consuetudine, per la serata di Ferragosto: si paga infatti il biglietto (platea intero a 13 euro, ridotto a 11; tribuna a 11 e 9) solo per il primo dei due concerti in programma, che vedrà di scena Antonello Salis, Paolo Angeli, Gavino Murgia e Hamid Drake con il loro progetto “Giornale di bordo”; l’ingresso è gratuito, invece, per la seconda parte della serata, con la festa finale che vedrà sul palco Daniele Sepe con la sua Vesuvian Magmatic Orchestra.

L’abbonamento intero per tutt’e quattro le serate in piazza del Popolo costa 60 euro, il ridotto 50 (più diritti di prevendita).

Ingresso a pagamento (intero a 13 euro, ridotto a 11) anche per il concerto di Ettore Fioravanti in programma sabato 11 al Centro Laber.

Biglietti e abbonamenti si possono acquistare a Berchidda, presso la biglietteria in Piazza del Popolo, presso Casa Sanna Meloni, la mattina dalle 11 alle 13, e, fino al 10 agosto, nel pomeriggio dalle 18 alle 20.

Da sabato 11 agosto sino a mercoledì 15 agosto si potranno acquistare la mattina, sempre dalle 11 alle 13, presso la biglietteria in Piazza del Popolo, presso Casa Sanna Meloni, mentre nel pomeriggio, dalle 18.30 fino a fine concerto, saranno disponibili presso il botteghino all’ingresso dell’arena concerti (per gli spettacoli dell’11 il botteghino sarà spostato al Centro Laber).

I biglietti si possono anche acquistare attraverso il circuito Vivaticket, online oppure nei suoi punti vendita o, ancora chiamando l’89.24.24 Pronto PagineGialle® o il call center Vivaticket al numero 899.666.805.

Per informazioni e aggiornamenti si può consultare il sito www.timeinjazz.it o contattare la segreteria di Time in Jazz ai numeri 079.70.30.07 / 079.70.47.31, e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it.

Programma nel dettaglio ondetour.net

Associazione culturale TIME IN JAZZ

via Pietro Casu, 29/a – 07022 Berchidda (OT)
tel. 079 70 30 07 /079 70 47 31
E-mail: info@timeinjazz.it
www.timeinjazz.it

Ufficio stampa:
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FRANCESCA BALIA
cell. 347 97 54 558
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