Economia

Friuli Venezia Giulia, “Pronta caccia”. Il WWF: “con la nuova legge, tiro al fagiano, alla starna e alla quaglia senza regole”

9/8/2012 – L’associazione: “La fauna selvatica, patrimonio pubblico, è gestita da allevatori e cacciatori. Interessi privatistici influenzano il legislatore regionale: questa non è gestione sostenibile delle risorse ma pura e semplice attività ludica”.

Caccia come gestione sostenibile delle risorse o come pura e semplice attività ludica?
“L’amministrazione regionale sbandiera ai quattro venti sul proprio sito che ‘l’utilizzo delle risorse faunistiche in FVG è da sempre caratterizzato da razionalità e sostenibilità dei prelievi’ ma la realtà è ben diversa”: lo sostiene il WWF Friuli Venezia Giulia che, spulciando tra i capitoli della freschissima legge 179, approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 26 luglio 2012 in adempimento alle direttive comunitarie di tutela della fauna selvatica, ha scoperto alcuni capitoli dedicati al pronta-caccia.
“Trattasi – spiega l’associazione – delle immissioni di fagiano, quaglia e starna durante la stagione venatoria (da non confondere dunque con i ripopolamenti a fini faunistici), destinate all’uso e consumo dei cacciatori che immettono animali in quantità per poterli abbattere senza troppa fatica. Parliamo peraltro di fagiani-galline tanto veloci da abbattere quanto da gettare nella spazzatura, perché spesso hanno carni poco appetitose e che nessuno ha voglia di spennare e cucinare”.
Ebbene, le modifiche introdotte con la legge 179, ottenute a suon di emendamenti presentati dai consiglieri regionali Mara Piccin della Lega Nord e Roberto Piccin del Pdl, prevedono che sul pronta caccia la Regione non regoli più le immissioni, lasciando discrezionalità e autonomia totale alle riserve di caccia che non avranno più limiti in termini di quantitativi.
In più, la nuova legge prevede anche l’inserimento della starna tra le specie immettibili come pronta-caccia.



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“Queste modifiche – tuona il WWF – faranno tornare il Friuli Venezia Giulia indietro di dieci anni. Almeno dal 2006, infatti, sull’argomento pronta caccia gli indirizzi regionali, emanati con Delibere di Giunta e ispirati ai principi generali di tutela e conservazione della fauna selvatica e della sua utilizzazione sostenibile, avevano orientato la gestione faunistico-venatoria verso un graduale calo delle immissioni “pronta caccia”. La Delibera di Giunta 535/2012, ad esempio, affermava l’opportunità che “la pratica del ripopolamento in stagione venatoria pronta caccia debba essere progressivamente superata per far posto ad una gestione faunistico-venatoria basata sul prelievo oculato di risorse faunistiche naturali”.
“Ora, invece – conclude l’associazione -, gli interessi particolari degli allevatori di selvaggina e di una parte limitata ma influente del mondo venatorio (perché siamo convinti che la maggioranza dei cacciatori non sia interessata a questa modifica normativa) prevalgono su quei principi di gestione sostenibile delle risorse faunistiche di cui la giunta regionale, e i cacciatori stessi, si riempiono tanto la bocca. Ma questa, sostenibile o insostenibile che sia, non è gestione: questo è solo un gioco, tanto più inaccettabile perché perpetrato ai danni di un patrimonio collettivo qual è la fauna selvatica”.

Fonte: http://www.wwf.it/client/news_regionali.aspx?root=31608&parent=1105&content=1

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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