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Genova Porto «danger zone» Iniziata la rimozione ordigno bellico

Stamane Genova vive la sua ‘danger zone’ una zona con posti di comando, circolazione vietata, niente traffico ferroviario, telefonini muti, luci spente.


È tutto pronto per l’area del porto di Calata Bettolo. A Dalle 8 è stato costituito un posto di comando denominato ‘Icp (Incident command point) presso la Capitaneria di porto, dove saranno presenti rappresentanti delle forze dell’ordine, degli enti e delle aziende interessate. Qui verrà l’apertura dell’incident control point in Capitaneria di porto per le operazioni di rimozione dell’ordigno da 120 kg di tritolo della seconda guerra mondiale rinvenuto a inizio agosto in Calata Bettolo, nel porto di Genova.

Sgomberati i proprietari dei fabbricati nel raggio di 300 metri. Interrotti i servizi di telefonia mobile nel raggio di oltre 1 km e stop a erogazione di elettricità, gas e acqua. Rientra nella ‘danger zone’ anche lo spazio aereo sovrastante il luogo del ritrovamento, fino ad un’altezza di 3.100 piedi (circa 900 metri). Sara’ vietata la circolazione dei mezzi pesanti sulla confluenza tra lungomare Canepa, via Di Francia e il casello autostradale Genova-Ovest con l’area portuale di Calata Bettolo. Sara’ interdetto lo specchio acqueo compreso nella ‘danger zone’, per un raggio di 0,5 miglia nautiche dalla zona in cui si svolgeranno le operazioni di despolettamento e brillamento.
Le operazioni per rendere la bomba inerte potrebbero presentare qualche difficoltà anche perché l’ordigno, lanciato da un bombardiere americano nell’agosto del 1944, di 120 kg di tritolo, è armato con due spolette, una delle quali ha risentito dell’azione delle ruspe che l’hanno sollevata dal terreno smosso e, poco dopo, depositata su una banchina.

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