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Pensioni Scuola: un raggio di luce per i disperati del 1952. Due sentenze favorevoli a Quota 96

SAVONA- Con un brindisi è stata salutata dal locale comitato dei docenti la notizia di una importante sentenza del Tribunale di Torino. Dopo Oristano, infatti ora anche a Torino un magistrato coraggioso, non prono ai voleri dei poteri forti, ha emesso una seconda importante sentenza favorevole agli insegnanti nati nel 1952. “ Così ora cominciano già ad essere due le sentenze favorevoli agli sfortunati insegnanti di “ Quota 96”- dicono con soddisfazione al comitato savonese- protagonisti di una delle più tragicomiche vicende della recente storia Repubblicana, a seguito della ormai famosa “ Riforma Fornero”. Prima di queste due sentenze sembrava ad alcuni insegnanti che lo stato di diritto in Italia non ci fosse più. Abbiamo sempre sperato nella giustizia ed ora si comincia ad intravedere una soluzione a questa assurda vicenda”. In effetti dopo che il Tribunale di Oristano aveva dato ragione a quei docenti che si erano visti negare la pensione a causa della riforma Fornero che non prendeva in considerazione le peculiarità del sistema pensionistico per i docenti, che segue l’anno scolastico e non solare, ora giunge un nuovo tassello favorevole per il personale della scuola, nato nel 1952, con almeno 36 anni di contributi versati entro il 31 agosto del 2012. Una prima vittoria che giungeva dopo il fallimento della politica di cercare di riequilibrare l’ irrazionale accanimento nei confronti del personale docente attraverso degli emendamenti da far applicare nella cosiddetta Spending review. Ora la sentenza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Torino, al quale altri gruppi del comitato “Quota 96” si erano rivolti per ottenere giustizia, rispetto al blocco imposto dalla riforma sulle pensioni, riafferma la specificità della scuola in rapporto al resto della Pubblica Amministrazione. Si attende ora il prossimo 23 ottobre, data nella quale si dovrebbe avere una prima definizione del contenzioso. Il nuovo anno sarà già iniziato ed i docenti saranno ormai, per quest’anno, al loro posto, ma la battaglia proseguirà con maggior impegno e si spera possa finire bene: “ affinché vengano smentiti quei docenti – ci hanno detto al sindacato- che erano stati presi dalla disperazione ed avevano affermato che ormai in Italia non esisteva più lo stato di diritto”.

ADALBERTO GUZZINATI

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