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Vivisezione: da inizio anno 430.000 animali già sottoposti a esperimenti in Italia

Roma (19 agosto 2012) – Dall’inizio del 2012 ad oggi sono entrati nel laboratori di vivisezione e sperimentazione animale in Italia 430.584 animali compresi cani, gatti, ratti, scoiattoli, scimmie e anche pesci.


Si tratta di un numero impressionante che dimostra come in Italia il problema della sperimentazione animale non riguarda solo il campo medico-farmaceutico o il campo dei farmaci veterinari. ma abbraccia un ampia gamma di esperimenti e di questi meno del 30% utilizza i cani mentre le altre sperimentazioni avvengono su altri animali la cui importazione in Italia non è vietata (come non è vietato ad oggi e non lo sarà domani importare i cani) anzi viene favorita dalla nuova legge europea in votazione al Senato. Legge che contiene come unico contentino la chiusura di Green Hill e di altri allevamenti per cani, scimmie e gatti usati per la vivisezione. Ma non contiene nessuna normativa che vieti l’utilizzo di migliaia di cani usati per gli esperimenti di tossicità o altri esperimenti.

Nel nostro Paese, secondo le autorizzazioni concesse nel 2008 sono molte le aziende che usano i cani: Wyeth Lederle Spa di Catania per lo studio sulle tossicità a 1, 3, 6, 9 e 12 mesi, senza anestesia; la ditta Sigma Tau di Pomezia, Roma, sperimenta nuovi farmaci, via orale e parentale, sulle funzioni cardiovascolari, senza anestesia; Research Toxicology Center Spa, sempre di Pomezia, verifica l’innocuità di farmaci, prodotti chimici, biocidi, additivi alimentari e dispositivi medici, senza anestesia; Recordati Industria Chimica e Farmaceutica Spa di Latina sperimenta molecole farmacologicamente attive su disfunzioni dell’apparato urogenitale e cardiovascolare; l’Università degli studi di Milano usa cani per attività moxidectina iniettabile contro Dirofilaria repense senza anestesia; l’Università degli studi di Bari valuta innocuità ed efficacia stipite attenuato di canine coronavirus; la società Abiogen Pharma Spa di Pisa testa la tossicità tramite somministrazioni sui cani per la terapia dell’enfisema, antiossidante, ansiolitico, antidepressivo, sempre senza anestesia. Dopo le autorizzazione del 2009 si aggiungono l’Istituto Ricerche P. Angeletti Spa di Pomezia per i composti candidati preclinici senza anestesia; di nuovo l’Università di Bari per la prova clinica di campo efficacia dell’imidacloprid e permetrina relativa alla prevenzione di malattie da artropodi (zecche e flebotomi); ancora la ditta Wyeth Lederle Spa per l’ aumento di numero di animali da utilizzare per i propri fini aziendali.

“La sperimentazione animale in Italia è una realtà che riguarda migliaia di cani- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- Bene la chiusura di Green Hill ma occorre andare a fondo, il prossimo obbiettivo è quello di abolire la vivisezione dalle università pubbliche e private, sarebbe gia un importante passo avanti verso la civiltà di questo paese”.

Associazione Italiana Difesa Animali Ambiente
PER INFO 3478883546

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Un commento

  1. il problema non è il numero di gattini o cagnolini..
    gli animali possono piacere o no, la salute invece piace a tutti..e non ci vuole la laurea x capire che NOI non siamo topi di 70 kg! Quindi x la SALUTE UMANA non serve pasticciare sugli animali perchè solo dopo (a posteriori)capiremo se x quella molecola l’uomo si comporta come si era comportato il gatto,o il cane,o la scimmia,o il tricheco..!La sperimentazione animale si tramanda da secoli senza validazioni scientifiche ,come gli usi e costumi!!Siamo nel 2012,bisogna ammodernizzarsi anche in questo campo! Abbiamo tecnologie avanzate e poi buttiamo i soldi guardando topi e cani invece di esaminare le malattie sui malati (con tutte le indagini diagnostiche),sprechiamo come “rifiuto speciale” di scarto tutti i tessuti umani anzichè utilizzarli per la ricerca;l’epidemiologia è relegata in un cantuccio e le banche dati non sono organizzate in modo da essere universalmente accessibili!!!questo si che è Medioevo!e i malati continuano a sperare e crepare mentre i ricercatori osservano topi che NON si ammaleranno MAI COME NOI,nè delle stesse malattie,nè nello stesso modo!

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