
Perché se alcuni dati europei arrivano ad azzardare l’abbattimento di 102 milioni all’anno sulle 82 specie cacciabili in Europa, non è dato conoscere in alcun modo quali siano i “carnieri” dell’Europa dell’Est, ovvero quelli della Bulgaria, Romania e Ungheria (tutti e tre ora nell’UE), Bielorussia, Russia, Ucraina e tutti gli Stati dell’ex-Jugoslavia.
Alla luce di tale grave carenza ci si chiede se le autorità europee, almeno per i nuovi paesi membri interessati da questo macabro sport abbiano avviato procedure di controllo perché da quanto è dato sapere sono ancora migliaia i cittadini dell’Unione Europea con la passione per la caccia che sono soliti “migrare” in questi paesi per la facilità con cui è possibile compiere carneficine di portata straordinaria senza alcun riguardo alla normativa UE a partire dalla direttiva 79/409 che individua le specie cacciabili.
Lecce, 10 settembre 2012
Giovanni D’AGATA