
Protagonisti della vicenda sono due primari ginecologi: Bartolomeo Punzi, facente funzioni della Divisione di Ginecologia dell’ospedale di Manduria e il suo predecessore Paolo Di Mase. Secondo la Asl questo agire avrebbe comportato un maggior rischio per le pazienti. Il primario avrebbe invece dovuto rivolgersi ai suoi referenti e non rivolgersi ad figura esterna che non aveva titolo per accedere in sala Operatoria.