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Coisp: Stop alla festa di San Michele?

Dietro front sulla celebrazione per S. Michele, il Coisp scrive a Manganelli:
“Vero risparmio dopo che gli impegni erano già assunti?”. E Maccari si reca dal sovrintendente del Bellini di Catania: “Spiacenti, rispettiamo il lavoro fatto per noi” Il Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, Franco Maccari, assieme al
Presidente del Coisp Marcello La Bella ed al Segretario Generale Regionale del Coisp siciliano, si è recato oggi ad incontrare il Sovrintendente dello storico teatro “Bellini” di Catania, Rita Cinquegrana.
“Una visita che ci è sembrata indispensabile – spiega lo stesso Maccari, presente in città per una giornata ricca di impegni tra i quali avrebbe dovuto esserci anche la partecipazione alla Festa di S. Michele organizzata dal Dipartimento, come da apposito invito già ricevuto svariati giorni fa -,per esprimere simbolicamente verso tutti gli interessati la comprensione e le doglianze nei confronti di
chi ha visto il proprio lavoro gettato all’aria dopo l’improvviso dietro-front ad effetto sulle celebrazioni per la ricorrenza di S. Michele Arcangelo, Santo Patrono della Polizia di Stato. Un improvviso ravvedimento dei vertici del Dipartimento e del Ministero che, in nome di un risparmio che dovrebbe ‘risollevare le sorti del Comparto’, sono passanti come uno schiacciasassi sul significato che quella
celebrazione assume per gli Appartenenti alla Polizia, le loro famiglie e tutti i cittadini, ma anche e soprattutto su tutti i numerosi impegni già assunti con le relative spese annesse per l’organizzazione dell’evento che quest’anno avrebbe dovuto svolgersi a Catania, fra l’altro anche presso il prestigioso teatro. Ma noi nutriamo profondo rispetto per il lavoro altrui, cosa che non molti fanno con il nostro, e ci sentivamo di comunicarlo al sovrintendente Cinquegrana, con ciò volendo estendere il pensiero ai tanti che si erano prodigati per la Polizia in quello che avrebbe dovuto essere un giorno speciale per la nostra Festa”. Pensieri, questi, che il Segretario Generale del Coisp non ha mancato di rappresentare anche e soprattutto al Capo della Polizia, Antonio Manganelli, con una lettera nella quale Maccari ha scritto: “Mi chiedo, e sono certo che in cuor Suo se lo sarà chiesto anche Lei, se annullare una cerimonia già
programmata, con tutti gli annessi sopralluoghi, impegni di spesa già presi, stampa ed invio degli inviti abbia realmente giovato, come si auspicava, a rimpinguare uno dei tanti capitoli di spesa al cui capezzale portiamo inutilmente le nostre richieste di finanziamento… Le riprese televisive concordate con la RAI, la consegna del premio San Michele Arcangelo e l’esibizione della Banda Musicale della
Polizia di Stato, avrebbero portato nelle case dei cittadini italiani un’immagine diversa della nostra Polizia, che ultimamente si trova a dover soffrire le generalizzazioni dei casi di cronaca…”. “Il Dipartimento della P.S. che Lei dirige – ha aggiunto poi il Segretario del Coisp nella missiva – si distingue nelle iniziative volte a mostrare un impegno costante a ridurre spese, fino a giungere all’eccesso di sacrificare anche solo per poterlo affermare pubblicamente, senza che poi i soldi ‘non spesi’ possano effettivamente essere utilizzati per aumentare livelli di efficienza e sicurezza degli uomini e donne della Polizia di Stato, garantendo il ricambio delle ormai esauste dotazioni e strutture logistiche”.

E poi ancora: “Per noi, che in questa divisa viviamo anche dopo essercela tolta alla sera o che la amiamo anche da pensionati pur senza percepire la militaresca ‘ausiliaria’ (soldi che comunque vanno tolti anch’essi dai nostri bilanci), le tradizioni contano. San Michele Arcangelo e la scure draconiana di tagli necessari’ che si abbatte sempre e comunque in primis sui Poliziotti italiani, meriterebbero una riflessione e considerazione maggiori, da parte Sua e soprattutto del Ministro Cancellieri. Vorremo, per una volta, che fossero anche gli altri a dare il buon esempio delle ‘economie necessarie’ in tempi di crisi, che le nostre auto non fossero quelle più scassate, le nostre divise diventassero magicamente ‘uniformi’, le nostre sedi almeno dignitose”.
“Come ben sa, Signor Capo della Polizia – ha scritto Maccari a chiusura della lettera -, ci sarebbero stati molti desideri e preghiere da portare dinanzi a San Michele Arcangelo a Catania. Io mi auguro e La invito a riflettere su questa continua rincorsa ai tagli, in cui il nostro Dipartimento della P.S. primeggia, sperando che questi non si abbattano anche sull’unico collante che tiene ancora assieme la Polizia di Stato: la dignità con cui crediamo in questo mestiere”.

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