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Decreto salute cambia pelle, e anche sostanza

Osservatorio Antiplagio denuncia che nel decreto-salute Balduzzi, oramai alla firma del Presidente della Repubblica, è scomparso l’articolo che vietava la pubblicità del gioco d’azzardo nella fascia oraria televisiva dalle 16 alle 19:30.


La nuova stesura parla di un generico divieto nei casi in cui: 1) non vi siano avvertimenti sul rischio dipendenza e sulle probabilità di vincita; 2) gli spot esaltino troppo la pratica del gioco; 3) le pubblicità vengano trasmesse nei programmi per i giovani. A parte gli interessi delle lobbies degli editori radiotelevisivi, della carta stampata, del web e delle rispettive concessionarie per la pubblicità, è incomprensibile come un Governo responsabile, che chiama “decreto-salute” un testo che non tutela affatto i malati di gioco compulsivo, possa pensare che gli avvertimenti sulla dipendenza e le probabilità di vincita siano sufficienti ad affrontare una piaga sociale.

Evidentemente il ministro Balduzzi non sa, o fa finta di non sapere, che il giocatore patologico gioca per perdere. Infatti, se per caso vince, si rigioca tutto e si riduce regolarmente sul lastrico. E forse il ministro non conosce anche i persuasori occulti della pubblicità, dove il confine tra esaltare troppo un prodotto o esaltarlo meno è inesistente. Quali sarebbero poi i programmi per i giovani in cui gli spot del gioco d’azzardo sarebbero proibiti? Quelli vietati ai minori di 18 anni? O quelli per bambini e minori fino a 14 anni? O a discrezione dei media interessati? Di un decreto-salute che lascia le cose come stanno e non vieta in assoluto la pubblicità del gioco d’azzardo, i giocatori cronici, le loro famiglie e lo stesso Ministero delle Finanze, che dovrà sostenere costi sempre più alti per curarli, non sanno proprio che farsene.

Ufficio Stampa Antiplagio
Resp. prof. Giovanni Panunzio
info@antiplagio.org
Tel. 3333665000

 

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