Salute

Fattori di rischio arteriosi, venosi e vascolari nella sclerosi multipla

E’ stata pubblicata sul sito della rivista medica “Neurological Research” un’interessante revisione intitolata “Fattori di rischio arteriosi, venosi e vascolari nella sclerosi multipla“.

Secondo alcuni ricercatori dell’Università di Bufallo (New York) l’attuale paradigma della sclerosi multipla, supportato solo parzialmente dalle lesioni istopatologiche della SM e dal suo modello animale (encefalite autoimmune sperimentale) considera la SM come una malattia prevalentemente autoimmune. Fino a poco tempo fa, la maggior parte dei fattori di rischio noti della SM sono stati interpretati nel contesto della teoria autoimmune, che non riesce ancora a spiegare perché le popolazioni geneticamente più vicine, esposte a simili fattori di rischio patogeni e/o ambientali, hanno una diversa incidenza della SM. Le terapie che ha parzialmente modulano il lato infiammatorio della patogenesi della SM, non riescono a raggiungere prestazioni simili in stadi della malattia più avanzati, quando sono presenti meno lesioni infiammatorie e maggiori neurodegenerazioni.


Diversi studi hanno riportato un aumento della morbilità cardiovascolare nei pazienti con SM e che la comorbidità vascolari in qualsiasi momento durante il decorso della malattia aumenta il rischio di disabilità progressiva. Una condizione chiamata insufficienza venosa cronica cerebro spinale ha fornito una prospettiva diversa, la possibile associazione della sclerosi multipla con anomalie del sistema venoso. I loro recenti risultati hanno rivelato un aumento della prevalenza dell’insufficienza venosa cronica cerebro spinale associata alla progressione della malattia SM, così come con altri disturbi neurologici. D’altra parte, evidenze emerse recentemente indicano che esiste un’associazione tra le lipoproteine ed il metabolismo del colesterolo con la progressione della SM. Un peggioramento della scala di disabilità per pazienti affetti da SM è stato associato con un livello più alto di lipoproteine a bassa densità e di colesterolo totale, e livelli sierici più elevati di lipoproteine ad alta densità sono stati associati con un volume più basso delle lesioni pesate in T1. Si pensa che l’apolipoproteina A-1 e l’enzima antiossidante paraoxonasi siano associati a lipoproteine ad alta densità e contribuiscano alle sue proprietà antiossidanti ed anti-infiammatorie. E’ stata anche recentemente dimostrata una significativa interdipendenza tra la vitamina D, uno dei più noti fattori di rischio ambientali per la SM, e la progressione della SM e il profilo sierico lipidico. Secondo gli autori è necessario un futuro lavoro in questa direzione per chiarire meglio il ruolo del metabolismo lipidico e della patologia vascolare nella patogenesi della SM.

Fonte: http://www.ingentaconnect.com/content/maney/nres/2012/00000034/00000008/art00004?&authenticated=true


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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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