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Il fico, fresco o conservato, dà una carica di energia e non solo

La pianta del fico, è arrivata in Europa in epoca antica, direttamente dal medio oriente; le prime attestazioni di questa meravigliosa pianta ci portano nella regione di Caria, situata in Asia.


Sia i Greci che i Romani, si dedicarono alla coltivazione dei fichi nelle regioni del sud Italia. Attualmente le produzioni maggiori, oltre che dal territorio nazionale, sono quelle dell’Egitto, della Spagna e della Turchia.

I fichi possono essere verdi o neri con un’infinità di sfumature e ne troviamo in natura in diverse varietà . In genere, i frutti del fico vengono designati secondo il tipo di utilizzo, cioè se sono destinati alla conservazione o al consumo immediato.

Questi gustosi frutti sono molto apprezzati per il loro sapore dolce, dovuto ad un’alta percentuale di zuccheri. Il loro potere calorico si aggira attorni alle 70 calorie ogni 100 grammi. Hanno notevoli proprietà nutrizionali infatti sono indicati per le persone debilitate, gli sportivi e i bambini. La loro ricchezza di polifenoli li rende utili a combattere problemi legati all’apparato cardiocircolatorio, inoltre hanno una blanda azione lassativa grazie all’alta percentuale di fibre. I fichi, devono essere consumati maturi perché il loro lattice ha un potere irritante.

I fichi sono molto energetici, contengono buone quantità di calcio e di ferro; infine hanno potassio, vitamina A, vitamina B1 e fosforo. Il consumo di fichi favorisce il benessere della pelle, delle ossa e della vista.

I fichi, sono richiesti soprattutto secchi e trasformati; quelli freschi hanno un mercato piuttosto ridotto. Si tratta di frutti delicati, molto soggetti a schiacciarsi e a deperire.

Al contrario quelli secchi, oppure conservati in barattolo, sono molto richiesti durante l’inverno ed in particolare sotto il periodo di natale e capodanno. Al momento dell’acquisto è bene scegliere un prodotto che non abbia conservanti di origine chimica, come l’anidride solforosa.

I fichi vengono anche trasformati in golose marmellate e in canditi. La zona d’Italia nella quale la produzione di fichi secchi è più alta, è la Puglia, ma in genere in tutto il meridione d’Italia e nelle isole questo frutto viene conservato nelle più svariate maniere.

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