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Il Plantano un gustoso frutto esotico con tante qualità

Forse non tutti sanno che i banani si dividono in due specie: la Musa Paradisiaca, alla quale appartengono i banani con frutti poco commestibili allo stato fresco e consumati previa cottura, molto consumati da popolazioni sud americane e la Musa Sapientium alla quale appartengono i frutti adatti al consumo fresco, che sono poi quelli tra noi più popolari.


Se della seconda, la comune banana che vediamo al supermercato, sappiamo quasi tutto, forse meno conosciamo della prima meglio conosciuta con il nome di Platano, o Plantano.

Sbarcato in Europa al seguito del flusso migratorio dalle zone tropicali era,fino a qualche anno fa a noi quasi ignoto. Il Platano si  differenzia dalla banana per le maggiori dimensioni, una forma più allungata e schiacciata e il sapore delicato.
Può essere di colore verde intenso, giallo o nero, a seconda dello stadio di maturazione raggiunto. Rispetto alla banana tradizionale, ha una buccia più spessa e dura e la polpa bianca che si ossida velocemente a contatto dell’aria

Il platano è’ il frutto tropicale più diffuso al mondo ed ha il più elevato valore nutritivo tra i frutti freschi poiché contiene una percentuale molto bassa di acqua.
Il platano contiene 15 grammi di carboidrati, formati per lo più da zuccheri (per la metà saccarosio), con un contenuto in amido che varia dall’1al 3%. E’ una buona fonte di vitamine (A,B1,B2,C) e di potassio, fosforo e magnesio. 
I platani hanno gli stessi valori nutrizionali della comune banana anche se i carboidrati sono maggiormente presenti come amido e le vitamine che sono maggiori. Possiede ottime proprietà dermatologiche, infatti idrata, ri-mineralizza e stimola la produzione di collagene da parte della cute. Grazie all’ elevato contenuto di potassio, che favorisce il buon funzionamento del sistema cardiovascolare, il consumo della banana platano è particolarmente indicato per coloro che soffrono di ipertensione.

Il platano viene consumato a tre stadi di maturazione: acerbo (buccia verde), mediamente maturo (buccia gialla), completamente maturo (buccia nera). Come per la banana, anche nel platano, gli zuccheri danno il meglio di sé soltanto negli esemplari maturi o in quelli acerbi se cotti.
Così il platano viene bollito o arrostito intero, oppure affettato e fritto, o ancora farcito. Anche se l’impiego principale è quello di ortaggio, non è insolito zuccherare il platano e farne un dessert. I masai ne ricavano una birra, mentre nei Caraibi il frutto acerbo, viene essiccato e macinato ed utilizzato per preparare focacce  poi cotte sulla piastra.

In India la  farina di platano è usata per preparare una focaccia simile al chapati, somministrata dai medici ayurvedici in caso di gastriti e ulcere gastriche. Questa azione antinfiammatoria, confermata da vari studi, è limitata proprio al frutto acerbo. I guaritori bantù fanno ricorso al platano per curare alcune disfunzioni dell’apparato genitale maschile quale la troppa o poca produzione spermatica.

Oggi il Platano è ben visto in cucina  da portare in tavola con semplici ed ottime ricette. Quelle più comuni lo presentano fritto come se fosse una patata.


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