Italia

Marco Penza, per due birre, carcere e domiciliari. Una storia al limite

Era il 2009, un controllo di una volante, un etilometro, il tasso alcolico alle stelle. Due birre bevute. Ritiro della patente per sei mesi. E’ prassi la condanna però va avanti e Marco Penza finisce agli arresti.

Penza però nel contempo si è ammalato di tumore ed ha avuto l’amputazione di una gamba.

Così si legge in una intervista che Penza ha rilasciato a La Repubblica: “È stato un vero incubo, ora so che il mio Paese purtroppo è anche questo. Il momento peggiore è stato quando mi hanno schedato, spogliato e perquisito: ero un detenuto, era vero”.

Penza è stato scarcerato ma permane lo stato di arresti domiciliari.Penza però è incensurato. Marco Penza si fa seguire da un avvocato che, però, per motivi non noti forse prende la causa con leggerezza ed a Penza viene comminata la condanna: 30 giorni di carcere.

Nessuna sospensione, nessuna condizionale.

Marco su un solo arto finisce in cella.

Solo l’attenzione creata da associazioni, stampa, parlamentari è riuscita a portare fuori dal carcere Marco Penza che ora dovrà scontare ai domiciliari il resto della pena.

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