Economia

Palomba, IDV, scandalo Regione Lazio dimostra necessità di soppressione gruppi e rendicontazione online

Cagliari, 19 settembre 2012 – «Da mesi l’Italia dei Valori chiede che il Consiglio regionale della Sardegna discuta la proposta di legge di iniziativa popolare che riduce drasticamente gli emolumenti dei consiglieri regionali, limita a casi rarissimi il ricorso alle consulenze esterne negli enti pubblici e azzera i fondi ai gruppi consiliari. Rispettiamo la funzione elevata, ma la gravissima crisi esige il buon esempio e bisogna dare la certezza della buona e trasparente gestione. Ora riproponiamo con forza tale richiesta, in quanto lo scandalo che ha investito prima l’Emilia Romagna e ora il Lazio dimostra che elargire senza controllo fondi ai gruppi consiliari è una prassi profondamente sbagliata e pericolosa che rischia di inquinare la vita istituzionale del Paese allontanando ancora di più i cittadini dalla vita politica. E noi che chiediamo la drastica riduzione non vogliamo essere assimilati ad altri». Lo dichiara il deputato e segretario regionale dell’Italia dei Valori Federico Palomba. «Nei mesi scorsi abbiamo raccolto 20mila firme dei sardi che esigono dalla politica forti segnali di cambiamento – afferma Palomba – e il primo di questi segnali potrebbe essere proprio l’abolizione dei fondi erogati ai gruppi con grande generosità dal Consiglio regionale, che secondo i dati forniti dalla stampa unanime registra i costi tra i più alti a carico della comunità senza vantaggi per la produttività. Nel 2011 il Consiglio regionale sardo è infatti costato ai sardi la bellezza di 73 milioni 748miila e 750 euro, pari a 4.401,8 euro per ogni abitante dell’isola. Una spesa scandalosa che fa della Sardegna la regione italiana dove la politica ha costi più alti dopo la Sicilia.


In ogni caso – prosegue l’esponente dipietrista – chiediamo alla presidente Claudia Lombardo di far pubblicare immediatamente sul sito istituzionale del Consiglio regionale il rendiconto dettagliato delle spese dei danari dei cittadini in modo che essi sappiano come sono stati spesi i soldi pubblici. Nel frattempo – conclude Palomba – auspichiamo che siano i gruppi consiliari stessi, a cominciare da quelli che hanno a cuore la battaglia per la trasparenza nella pubblica amministrazione, a rendere conto di come sono stati spesi finora i cospicui fondi pubblici ricevuti. Vigileremo e chiederemo conto presto ai gruppi di come avranno risposto».


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